Il rifiuto dell'influencer

Ashley St. Clair: "Ho detto no a 40 milioni per tacere su Musk"

A Venezia la commentatrice americana, che ha fatto causa al tycoon dopo aver dichiarato di aver avuto un figlio da lui, spiega perché ha scelto di parlare

© IPA

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Quaranta milioni di dollari per restare in silenzio. È la cifra che Ashley St. Clair dice di essersi vista offrire in cambio della rinuncia a parlare di Elon Musk. L'influencer e commentatrice politica lo ha raccontato alla Mostra del Cinema di Venezia, dove è una delle voci principali di "Musk", il documentario di Alex Gibney presentato fuori concorso. Davanti a una proposta simile, ha spiegato, ci si ritrova a interrogarsi sul valore della propria voce e sul motivo per cui qualcuno è disposto a pagare tanto per zittirla.

Chi è Ashley St. Clair e perché ha fatto causa a Musk -

 St. Clair ha fatto causa al fondatore di SpaceX dopo aver dichiarato di aver avuto un figlio da lui. Una scelta che le si è ritorta contro sui social, dove è finita bersaglio di insulti e minacce da parte di molti ammiratori del tycoon: quel fenomeno che nel film viene definito senza giri di parole il culto di Musk. Per anni vicina all'area della destra americana e al mondo Maga, negli ultimi tempi se n'è allontanata, e oggi è una delle poche persone del cerchio più stretto del miliardario ad aver accettato di parlare a telecamere accese.

La paura di parlare raccontata dal regista -

 Proprio quella reticenza è ciò che ha colpito di più Gibney. Il documentarista premio Oscar ha raccontato di aver trovato, soprattutto all'inizio del lavoro, una paura quasi esistenziale di esporsi: tra i critici del miliardario, tra i suoi soci d'affari, perfino tra i suoi amici. St. Clair, in questo senso, è l'eccezione che tiene in piedi una parte del racconto.

Tre ore su Musk, dall'infanzia a X -

 Il film è un'indagine di tre ore costruita per capitoli, con tanto di intervallo scandito da un conto alla rovescia da rampa di lancio.

Ripercorre SpaceX e Tesla, la "legione di figli", il rapporto con Donald Trump, un'infanzia segnata dal bullismo e da un padre violento, fino alla conquista di Twitter, diventato poi X. Oltre a St. Clair parlano decine di testimoni, dalla prima moglie Justine Wilson al padre Errol Musk. Su Musk, Gibney non usa mezzi termini: lo considera "estremamente pericoloso per le democrazie".

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