Maggioranza battuta alla Camera sulla riforma del sistema tv. A sorpresa, infatti, è stato approvato, con voto segreto e tra gli applausi dell'opposizione, un emendamento del diessino Giulietti (230 i sì e 222 i no) al ddl Gasparri con cui, in sostanza, si introduce il divieto, per i privati, di possedere più di due reti nazionali. L'opposizione ha in seguito abbandonato l'Aula per protesta contro un nuovo emendamento della Cdl.
L'opposizione ha protestato dopo l'approvazione dell'emendamento che cambia il quorum in commissione di vigilanza per la ratifica della nomina del presidente del Cda Rai. La tensione tra i poli è salita al massimo tanto che il presidente Casini ha sospeso la seduta. La votazione finale è prevista per giovedì. "E' un emendamento-truffa, ha detto Violante, che vanifica una norma di garanzia e che riporta nelle mani della maggioranza, che non l'aveva, la funzione di designare il presidente della Rai". In precedenza le molte assenze, diverse missioni e 17 franchi tiratori dai banchi della maggioranza erano state determinanti per la bocciatura alla Camera di uno degli articoli piu' qualificanti della riforma Gasparri dell'emittenza radiotelevisiva. Eppure solo due giorni fa, secondo quanto si e' appreso, a tutti i deputati della maggioranza era stata recapitata dai capigruppo di Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega ed Udc una sorta di 'precettazione informale', affinche' nelle votazioni sul ddl Gasparri fosse certa la presenza di tutti in Aula.
Lemendamento Giulietti L'emendamento dell'opposizione punta a regolamentare le concessioni tv nell'attuale situazione, cioe' con il sistema analogico e dunque fino a quando non sara' entrato in vigore il digitale terrestre. Dunque, "in nessun caso un soggetto privato puo' essere destinatario di piu' di due concessioni televisive nazionali in tecnica analogica". Anche altri, pero', sono i punti dell'emendamento che modifica significativamente il ddl Gasparri. Si abbassa, infatti, dal 20% al 15% anche il tetto dei programmi complessivi irradiabili nel mercato del digitale terrestre, mentre salta la possibilita' di intreccio tv-editoria che controlli piu' del 20% delle risorse. Infatti, "dalla data di completamento dela transizione del sistema di tecnica analogica a quella di tecnica digitale uno stesso fornitore di contenuti non puo' essere titolare di licenze che consentano di diffondere piu' del 15% del totale dei programmi televisivi irradiati in tecnica digitale in ambito nazionale". Inoltre, "i destinatari di concessioni tv che controllino pari al 20% o oltre delle risorse economico-finanziarie" del settore tv in tecnica analogica "non possono controllare direttamente o indirettamente, quotidiani ed emittenti radiofoniche". In una conferenza stampa improvvisata subito dopo il voto dell'Aula i parlamentari dell'opposizione Giuseppe Giulietti (Ds), Giorgio Bogi (Ds), Franco Giordano (Prc), Enzo Carra (Margherita) e Giorgio Panattoni (Ds) hanno definito il voto che ha battuto il Governo "non casuale, non un incidente, ma un voto dal preciso significato politico". FI: "Correggeremo la legge al Senato"
L'emendamento, ha spiegato il relatore del provvedimento, Romani (FI), modifica "la ratio degli articoli 15 e 16". L'esponente della Cdl ha quindi chiesto una "pausa di riflessione" e la seduta e' stata sospesa e l'esame del testo rinviato.
Ma Forza Italia non si scompone. "Si e' trattato - dice Antonio Leone, vicepresidente dei deputati azzurri - di un incidente dovuto alle assenze, c'era gente in Transatlantico che non ha votato". "Ora andremo avanti con l'approvazione del resto della legge che, eventualmente, sarà corretta al Senato".
Fassino: una sconfitta politica Il giudizio complessivo sul testo del disegno di legge Gasparri si potra' dare solo alla fine dell'iter parlamentare "ma provvidenzialmente ci sara' il secondo tempo al Senato". Il ministro delle Comunicazioni, dal canto suo, commenta cosi' l'incidente di percorso della Cdl. "L'iter va avanti - ha detto - ed il giudizio si dara' alla fine su quello che sara' il testo". Violante, a commento del sì (a scrutinio segreto) dell'Aula all'emendamento del diessino Giuseppe Giulietti che, di fatto, riscrive l'articolo 15 del testo Gasparri sulla limitazione del numero di reti (non piu' di due) televisive analogiche, ha parlato di "atto di liberta' del Parlamento". "Esprimo una grande soddisfazione - ha dichiarato - abbiamo difeso il diritto degli italiani a informare e ad essere informati. Berlusconi ora deve liberarsi di una rete, che era quello che aveva previsto la Consulta". "Ha prevalso, insomma - ha concluso Violante - la Costituzione".
Fini: no, solo colpevoli assenze
Quella di stamattina "non e' stata solo una sconfitta in una votazione, ma una sconfitta politica del governo e della maggioranza". Cosi' il segretario dei Ds Piero Fassino commenta l'infortunio' della maggioranza. Ma a replicargli dalle fila della maggioranza ci pensa il vicepremier Fini. Quanto accaduto alla Camera sul ddl Gasparri non e' "una sconfitta politica. C'e' stata una colpevole assenza di un numero eccessivo di deputati", ha detto Fini, che ha poi annunciato che il testo sara' modificato al Senato.
E subito dopo la votazione sono arrivati i primi commenti soddisfatti del centrosinistra, a cominciare dal presidente dei deputati diessini, Luciano Violante che ha, infatti, manifestato tutto il proprio entusiasmo per il fatto che la maggioranza sia stata battuta su un emendamento importante del ddl Gasparri.