L'ultima trovata del tycoon

11/9, Trump e il (falso) ricordo: "Mi salvarono i pompieri sollevandomi di peso"

A tre giorni dal 25esimo anniversario degli attentati, il presidente ha raccontato un aneddoto personale. Uno dei tanti spuntati nel corso degli anni

© Afp

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"Due pompieri - ragazzi grandi e forti, e io non sono certo il più leggero e magro del mondo - mi hanno afferrato sotto le ascelle e mi hanno detto: "Dobbiamo andarcene da qui". E mi hanno letteralmente sollevato da terra". È questo l'aneddoto raccontato dal presidente americano Donald Trump sui drammatici minuti che hanno seguito l'attentato alle Torri Gemelle. Ma si tratta solo dell'ultimo ricordo - o meglio, presunto tale - che negli anni è spuntato nei discorsi pubblici del tycoon. Di volta in volta corretti e aggiustati, ma apertamente smentiti dallo stesso Trump nella prima telefonata che fece a un programma televisivo lo stesso 11 settembre 2001.

Il nuovo aneddoto e il salvataggio miracoloso dei pompieri -

 “Non dimenticherò mai due pompieri. Pensavamo che l’edificio (lo US Steel Building, noto come One Liberti Plaza, ndr) ci stesse crollando addosso". Così, parlando nei pressi della Casa Bianca a tre giorni dal 25esimo anniversario degli attentati al World Trade Center, Donald Trump ha aggiunto un nuovo tassello nella sua ricostruzione personalissima dell'11 settembre. "Due pompieri - ragazzi grandi e forti, e io non sono certo il più magro e leggero del mondo - mi hanno afferrato sotto le ascelle e mi hanno detto: "Dobbiamo andarcene da qui", e mi hanno letteralmente sollevato. Non è una cosa facile da fare, sono grosso. Mi hanno sollevato e hanno iniziato a correre con me. Ho detto: “Ragazzi, posso correre da solo”. Ma sono stati incredibili. Pensavano che l’edificio stesse crollando, invece non è crollato".

Trump smentito da... Trump: la telefonata poco dopo l'attentato -

 Proprio l'11 settembre 2001 però, dopo essere stato contattato via telefono da una trasmissione tv, raccontò ciò che aveva visto dalle finestre del suo ufficio, il 40 Wall Street detto anche Trump Building. In quell'occasione, il tycoon si dilungò nel descrivere come l'edificio dove si trovava fosse diventato "l'edificio più alto del centro di Manhattan" dopo il crollo delle Torri Gemelle. "Ho appena parlato con i miei collaboratori, e mi hanno detto che è uno spettacolo incredibile. Si trovano probabilmente a sette od otto isolati di distanza dal World Trade Center. Eppure Wall Street è ricoperta da due piedi di pietre, mattoni, malta e acciaio".

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Le altre memorie (modificate) di Trump: "Rimossi anche io le macerie" -

 Due giorni dopo, Trump si recò nei pressi di Ground Zero, dove osservò la devastazione e parlò con giornalisti e troupe televisive. Ma negli anni a venire, in particolare dalla campagna elettorale del 2016, iniziò a raccontare di essersi presentato sul luogo del disastro già pochi minuti dopo l'attentato, di aver parlato con i vigili del fuoco lì presenti. E di aver addirittura messo a disposizione oltre 100 collaboratori per aiutare nelle operazioni di soccorso, fatto fortemente negato dai pompieri che hanno operato sul luogo. Proprio nel 2016 anticipò per la prima volta la storia della sua presunta evacuazione dalle vicinanze dello US Steel Building.

Specificò però che era accaduto a qualche distanza dal grattacielo e due giorni dopo l'attentato, quando effettivamente era sorta qualche preoccupazione - presto fugata - riguardo alla stabilità dell'edificio. Nel 2021 poi, Trump aggiunse addirittura di aver "aiutato a rimuovere le macerie". Una mitologia trumpiana legata all'11 settembre che, fino a questo momento, non ha ricevuto alcuna conferma sostanziale.

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