L'idea del parroco

Savona, chiese vuote e spiagge piene: la messa si celebra in riva al mare

La curiosa iniziativa è frutto della sinergia tra don Carmelo Galeone e il titolare dei bagni San Pietro: "Dio non abita soltanto dentro le nostre chiese"

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Se la montagna non va da Maometto... Un adagio insolito, visto che parliamo di fedeli cattolici e di mare cristallino, ma che calza perfettamente alla filosofia di don Carmelo Galeone, parroco della chiesa di San Pietro e di Gesù Redentore a Borgio Verezzi (Savona). Il sacerdote, a fronte del fisiologico calo di partecipanti alla messa domenicale, ha deciso non di sospendere le celebrazioni o chiudere la propria chiesa, ma anzi di "spostarla" proprio per abbracciare i fedeli nei luoghi della quotidianità e dello svago. Così, per quattro domeniche consecutive, la messa del mattino è stata celebrata in riva al mare, tra ombrelloni e sdraio, ma soprattutto in mezzo a una fede che non conosce confini fisici.

Messa in riva al mare -

 L'iniziativa ha riscosso un successo importante, attirando a ogni occasione centinaia di persone tra residenti, turisti e villeggianti che si sono radunate fin dalle prime luci dell'alba per partecipare alle funzioni a due passi dall'acqua. “Non è che la gente non cerca più Dio. Forse siamo noi che continuiamo ad aspettarlo nei posti dove non viene più", dice don Carmelo sulle pagine del Secolo XIX che ha raccontato la curiosa idea. "Se 400 persone sono disposte ad alzarsi presto, la domenica mattina, per ritrovarsi sulla spiaggia per pregare, dovremmo avere il coraggio di domandarci dove dobbiamo andare noi come Chiesa”.

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La fede non va in vacanza -

 La scelta di celebrare sulla sabbia porta con sè anche un forte richiamo simbolico alle origini stesse del Vangelo, dove molte delle predicazioni di Gesù avvenivano proprio sulle sponde del lago di Galilea. L'altare a pochi passi dall'acqua ha offerto poi ai presenti un'esperienza spirituale intima e comunitaria, capace di dimostrare che la fede non si interrompe con l'inizio delle vacanze, ma può integrarsi e arricchire gli stessi momenti di riposo. “La messa celebrata in riva al mare nasce da un desiderio molto semplice: ricordarci che Dio non abita soltanto dentro le nostre chiese - continua Don Carmelo - Abbiamo voluto celebrare l’Eucaristia là dove le persone trascorrono le loro giornate per dire che la fede non è qualcosa da confinare in uno spazio sacro: può incontrare la vita nei luoghi più ordinari". Spiagge comprese.

Chiese vuote, spiagge piene -

 L'iniziativa non è estemporanea, ma nasce da una sinergia molto particolare con il titolare dei bagni San Pietro, Giuseppe Buttol (curiosamente zio dell'ex calciatore della Juventus, Claudio Marchisio), che già due anni fa aveva espresso questo particolare desiderio. Ed è stato accontentato, con gli appuntamenti che da saltuari sono diventati fissi, per quattro domeniche tra giugno e agosto, mesi che coincidono con il clou della stagione balneare da una parte e lo svuotamento delle chiese dell'altro. La proposta è stata accolta con entusiasmo da don Carmelo e si è rivelata fin da subito vincente, tanto che anche altri sacerdoti hanno deciso di emularlo. 

"Il mare, realtà del Creato" -

 E non è solo una questione di fede, ma anche una doverosa presa di coscienza. “Il mare davanti a noi non è soltanto bello da contemplare - sottolinea il parroco - ma è una realtà fragile che ci è stata affidata. Celebrare l’Eucarestia guardando il mare significa anche assumersi una responsabilità: non possiamo lodare il Creatore e contemporaneamente continuare a ferire la sua creazione. E forse tutte queste persone che, ogni volta, si ritrovano in spiaggia ci stanno dicendo proprio questo: la sete di Dio non è finita. Dobbiamo solo imparare a incontrarla nei luoghi dell’uomo di oggi”. E così è stato. Perché, parafrasando a questo punto il vecchio adagio, se la spiaggia non va da don Carmelo...

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