Il delitto di Temù (Brescia)

Omicidio Laura Ziliani, giornalismo e musica nella nuova vita in carcere di Mirto Milani

Nel 2021 il 31enne uccise, insieme alle due figlie della vittima (era il fidanzato di una di loro), l'ex agente di polizia locale. Il corpo fu trovato sepolto dopo tre mesi

© Da video

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La possibilità di ritrovare una dimensione di umanità in un luogo in cui, per molti, l'umanità sembra qualcosa di molto lontano: è il fulcro di uno degli ultimi articoli scritti da Mirto Milani, condannato all'ergastolo per l'omicidio di Laura Ziliani, che in carcere ha deciso di provare a condurre una vita diversa e di dare voce a parte della sua esperienza tramite la scrittura e la musica.

Il delitto Ziliani -

 L'8 maggio 2021 Milani aveva messo in atto l'omicidio, orchestrato fin nei minimi dettagli, dell'ex agente di polizia locale di Temù (Brescia), Laura Ziliani, insieme alle due figlie della donna: l'allora fidanzata Silvia Zani e sua sorella, Paola, presunta amante dell'uomo. La vittima fu prima stordita con benzodiazepine e poi soffocata. Il cadavere fu sepolto vicino al fiume Oglio, dove venne ritrovato l'8 agosto 2021, tre mesi dopo. I tre, condannati definitivamente al "fine pena mai" nel 2025, confessarono in carcere mesi dopo l'arresto. Il movente del delitto, secondo le sentenze, va al di là di quello meramente economico, come inizialmente ipotizzato, e riguarda proprio i complessi rapporti tra i tre. 

Il giornalismo per raccontare il carcere -

 Una vicenda giudiziaria grave, che continua a pesare sui tre, ma che Milani sta cercando di attraversare dedicandosi alla scrittura e alla musica. L'occasione gli è stata offerta proprio da quel carcere in cui è rinchiuso e che è quasi sempre al centro delle sue riflessioni: l'uomo, insieme ad altri reclusi, frequenta il laboratorio "Leggere Libera-mente" durante il quale scrivere articoli di giornale su "Cronisti in Opera", il trimestrale realizzato all'interno dell'omonimo istituto penitenziario alle porte di Milano. 

Sulle pagine del periodico, di recente l'uomo ha pubblicato "La misura del buio - Quei gesti di prossimità che ci fanno sentire umani": si tratta di una riflessione sulla detenzione, in cui si riscopre fragile davanti a quel luogo buio e di prova che è la realtà carceraria. "Prima di precipitare in questo luogo che non auguro a nessuno, pensavo di essere pronto, ma non lo ero", scrive. Aggiungendo, però, che anche in mezzo a tutto quel buio, si intravede la luce: "Anche se è solo un fioco barlume, è sempre presente", prosegue. "C'è sempre speranza". Soprattutto, se si cerca di aiutare e supportare gli altri, i suoi "compagni di sventura", che gli hanno permesso di riscoprirsi "umano"

Torna la passione per la musica -

 Al giornalismo, Milani affianca la sua grande passione per la musica: l'uomo, sopranista formatosi al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, nel gennaio 2026 ha potuto esibirsi - ancora una volta grazie al carcere di Opera - in un concerto, accompagnato al piano dal maestro e direttore Riccardo Muti. Il giornalismo e la musica sono così diventati un aspetto importante della vita dopo la sentenza, ma le passioni - che certamente alleggeriscono la detenzione di Milani - non cancellano la gravità del delitto commesso e di quel "fine pena mai" che sta continuando a scontare. 

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