Gustosa tradizione

Niente social in vacanza: il bar della Brianza che premia la cartolina… con il caffè

Il "Bar Giuan" di Usmate Velate resiste alla rivoluzione digitale e, con una curiosa iniziativa che compie 20 anni, prova a rallentare il tempo al ritmo della posta

di Fabio Beretta
© Tgcom24

© Tgcom24

C’è un angolo, in Brianza, che ha deciso di resistere alla rivoluzione del digitale, scommettere sul fascino intramontabile del vintage e provare a fermare così il tempo. O, quantomeno, a rallentarlo al ritmo decisamente più analogico della posta. Qui, al Bar Giuan di Usmate Velate, il paesino reso celebre dal tormentone “Usmaci Velaci” della scorsa estate, non ci sono spunte blu di WhatsApp, né tanto meno storie Instagram, ma solo le cartoline, rettangoli di carta colorati che evidentemente non sono passati di moda. Un oggetto di culto, un tempo simbolo e testimonianza delle proprie vacanze quando ancora non c’erano i telefoni, che i social non sono riusciti a mandare in pensione. E che, tra le quattro mura di un vecchio bar, continuano ad avere un valore speciale.

Il valore di una cartolina -

 Tutto per merito di un'idea, tanto semplice quanto rivoluzionaria: due caffè offerti a chiunque spedisca una cartolina dalle proprie ferie indirizzandola direttamente al bar. Quella di Giovanni Magni, istrionico titolare del locale, non è un’iniziativa estemporanea, ma è diventata una vera e propria tradizione che anima l'estate del paesino da quasi 20 anni. "È un modo per riaccendere la bellezza dell'attesa", spiega lui, nato e cresciuto dietro il bancone del locale di famiglia. L'obiettivo è un po’ quello di scardinare l'automatismo dello scatto digitale inviato in tempo reale a decine di contatti. La cartolina richiede uno sforzo quasi d'altri tempi: bisogna cercare una rivendita, scegliere il panorama migliore, trovare un tabaccaio per il francobollo e, soprattutto, scommettere sul fatto che il cartoncino arrivi a destinazione prima del ritorno del mittente. Cosa che non avviene quasi mai, a onor del vero.

© Tgcom24

L'atlante delle vacanze -

 “Storicamente i clienti più affezionati hanno sempre mandato le cartoline al bar. Tanto che ne ho in giro ancora qualcuna risalente agli anni ’60, quando ero appena bambino. Era una tradizione per gli amici del locale, così potevamo vedere dove andava in vacanza la gente, in modo che diventasse argomento di conversazione. Poi, un po’ alla volta, ho cominciato a costruire un vero e proprio mappamondo con tutte le cartoline”. E per incentivare la pratica, ecco il lampo di genio: “Ho messo in palio un caffè per ogni cartolina che arrivava, così da garantire un continuo invio anche con l’avvento degli smartphone che stavano minacciando la tradizione”.

Una cartolina, due tazzine -

 Il meccanismo promozionale è immediato. Il cliente parte per le ferie – che siano le spiagge della Sicilia, le vette delle Dolomiti, una capitale europea o una meta in capo al mondo – acquista il souvenir cartaceo e scrive un pensiero, istituzionale se rivolto al locale, più “colorito” se invece dedicato agli avventori abituali. Una volta imbucata e recapitata a Usmate Velate, la cartolina si trasforma in un vero e proprio "voucher": al rientro dalle vacanze, l’ormai ex villeggiante può presentarsi al bancone e riscuotere il caffè promesso. Caffè che, con il tempo, sono diventati due. "Inizialmente il rapporto era di uno per cartolina, ma negli anni ci siamo adeguati al costo della vita. Tutto costa di più, cartoline e francobolli compresi, così abbiamo deciso di premiare con una tazzina extra chi partecipa all'iniziativa e tiene accesa la tradizione". E non si può barare, perché le prove sono tangibili.

© Tgcom24

Saluti da... -

 Così, in estate, la vetrina di Giovanni diventa un vero e proprio atlante delle vacanze, che i clienti, anche quelli solamente di passaggio, si divertono a sfogliare mentre sorseggiano un caffè. E si può trovare veramente di tutto. Si passa dalle classiche vedute del mare cristallino della Sardegna alle vette degli Appennini, dalle spiagge della Grecia ai saluti da Parigi, per poi ampliare l’orizzonte arrivando ai confini del mondo: Giappone, Cuba, Egitto, Argentina, Maldive e persino Hawaii "che forse è a oggi la destinazione più remota da cui ho ricevuto i saluti". Ma, come nello sport, ogni record è fatto per essere battuto. "Agli antipodi rispetto a Usmate Velate c'è la Nuova Zelanda...": il guanto di sfida di Giovanni è lanciato.

Il legame di una comunità -

 Dietro all’iniziativa, e a ogni tazzina, c’è però di più. Ogni cartolina racconta una storia, è vero, ma in questo caso testimonia semplicemente il legame tra il territorio e la sua gente, anche a centinaia di chilometri di distanza. "La cartolina appesa diventa anche argomento di conversazione tra i clienti la mattina, unisce chi è già tornato e chi deve ancora partire”, e così restituisce al bar il suo ruolo storico di anima della vita di quartiere. Soprattutto nelle realtà più piccole e radicate, in cui le persone trovano nella tradizione il vero senso della propria comunità. Un sentimento, un valore, che la frenesia digitale non potrà mai battere. E che a Usmate Velate si paga con il profumo di un caffè espresso. Anzi, due.

Ti potrebbe interessare