Un fascicolo nuovo, un'indagine con l'ipotesi di violenza sessuale. È quella aperta dalla procura di Roma su Jeffrey Epstein e sugli Epstein Files. Da Capri a Milano, da Roma alla Costiera Amalfitana: i tentacoli del jet set del finanziere pedofilo, arrestato per traffico di minori e morto suicida in una cella a Manhattan nel 2019, si sono allungati fino in Italia. Lo dicono le decine di migliaia di pagine desecretate dall'amministrazione Trump sulla spinta del Congresso, e in cui compaiono diversi riferimenti al nostro Paese. Ciò che però non è chiaro è se qualcuno - tra gli imprenditori, i politici e gli accademici italiani arrivati a contatto con Epstein - abbia partecipato in qualche forma e misura a quel sistema infernale di sfruttamento minorile e violenze sessuali su giovani donne.
L'obiettivo dell'indagine e la rogatoria per i documenti ancora segreti -
Chiarire se persone in territorio italiano o italiani all'estero siano stati coinvolti in reati di natura sessuale: è questo, secondo quanto riferisce La Repubblica, l'obiettivo del nuovo fascicolo approdato sul tavolo del procuratore aggiunto Maurizio Arcuri a piazzale Clodio. Che non si è solo limitato ad avviare una nuova indagine, ma ha raggiunto Washington con una precisa rogatoria. L'obiettivo è ottenere dal dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti tutta la documentazione a loro disposizione in merito ai crimini e ai presunti reati commessi da Jeffrey Epstein e dai suoi sodali. Tutti i file già resi pubblici, ma anche tutti quelli che - per un motivo o per un altro - negli anni le amministrazioni Usa non hanno mai reso disponibili pubblicamente.
L'origine dell'indagine romana: "Diversi italiani nei file" -
L'indagine avrebbe preso spunto da un esposto presentato il 26 marzo dall'associazione Differenza Donna, che aveva chiesto alla procura capitolina di indagare appunto su possibili reati transnazionali di violenza, tratta e sfruttamento sessuale di donne e minori. Ovviamente connessi a Epstein. Secondo quanto emerso dai documenti americani, infatti, ci sarebbero diverse "ricorrenze di soggetti italiani" e riferimenti "significativi e non episodici" a soggiorni e spostamenti sul territorio nazionale.
Le altre inchieste europee su Epstein -
La richiesta ai magistrati era fare un passo in più, e dunque verificare se - in quei soggiorni o tra quelle amicizie del finanziere - si siano verificati alcuni degli innumerevoli casi di abusi su giovani e giovanissime ragazze. Quella di Roma diventa così solo l'ultima indagine aperta oltreoceano sulla rete di Jeffrey Epstein: già Parigi, Oslo e Varsavia hanno agito. E ovviamente la Gran Bretagna, dove l'ex principe Andrea e l'ex ambasciatore Peter Mandelson hanno già iniziato a pagare pegno.
Lapo Elkann: "Io ed Epstein? L'ho incontrato due volte, ma associarmi a lui è inaccettabile" -
Nei giorni scorsi, il deputato americano Thomas Massie - all'interno di un elenco di persone che avrebbero avuto rapporti con Jeffrey Epstein - ha citato anche il nome di Lapo Elkann, secondogenito di Margherita Agnelli. Elkann, in una dichiarazione, ha risposto: "Ci sono temi sui quali non si può e non si deve transigere. Vedere il proprio nome accostato a quello di Jeffrey Epstein, in assenza di elementi che giustifichino tale associazione, è inaccettabile". Ha poi aggiunto: "Ho incrociato Jeffrey Epstein due volte. La prima a New York, ai tempi in cui ero assistente di Henry Kissinger, in un contesto pubblico in cui erano presenti figure del mondo della politica e della finanza. E una seconda volta a Roma a un evento di business legato a Brasilinvest. Inoltre come facilmente verificabile negli archivi pubblici "Epstein Files" non c’è nessuna corrispondenza diretta tra me e lui".
Lapo Elkann, dopo essersi detto disposto a tutelare la sua reputazione in ogni sede, ha concluso: "Sono particolarmente sensibile ai temi degli abusi e della violenza, anche in ragione della mia triste esperienza personale. È proprio questo uno dei motivi per cui, attraverso Fondazione LAPS, porto avanti da anni iniziative rivolte alle persone più vulnerabili, con particolare attenzione a donne e bambini vittime di violenza”.