L'Autorità dei trasporti (Art) ha sanzionato Rfi per 1,75 milioni di euro a seguito della conclusione del procedimento avviato il 10 luglio del 2025 per il guasto avvenuto alla Stazione Termini il 2 ottobre del 2024 che paralizzò la circolazione ferroviaria e che - secondo alcune ricostruzioni - fu attribuito a un filo tranciato da un chiodo nel nodo di Roma Termini. L'Art nella delibera di sanzione parla di "negligenza grave".
"Alla luce del gravissimo impatto che l'emergenza del 2 ottobre 2024 ha avuto sulla circolazione ferroviaria, sussistano i presupposti per accertare che Rete Ferroviaria Italiana non ha posto in essere misure idonee a garantire l'esercizio e la manutenzione dell'infrastruttura in maniera da assicurarne l'accessibilità e la funzionalità", si legge nella delibera dell'Art. Inoltre, la violazione ha determinato "una lesione del diritto costituzionale alla mobilità dei passeggeri".
Rfi potrà presentare ricorso entro sessanta giorni al Tar del Piemonte o, entro 120 giorni, ricorso straordinario, si legge ancora nella delibera.
La nota di Rfi -
"Rete Ferroviaria Italiana prende atto della decisione dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti sul blackout che ha interessato la stazione di Roma Termini il 2 ottobre 2024 e ribadisce di aver messo in campo tempestivamente tutte le misure necessarie per garantire la ripresa della circolazione". Così la società in una nota.
"L'accaduto è riconducibile all'operato di una ditta esterna al Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, impegnata in lavori notturni. Il fatto è qualificabile esclusivamente come guasto all'infrastruttura e, in quanto tale, è stato gestito attraverso una serie di interventi che hanno consentito di ripristinare gradualmente la piena operatività, assicurando il progressivo rientro alla normalità della circolazione ferroviaria", spiega Rfi.