Rinviato a giudizio

Padova, "gonfia" il numero di incidenti per avere un autovelox: sindaco nei guai

Massimo Cavazzana, primo cittadino di Tribano, nel mirino della procura per falso ideologico, ma lui si difende: "Operato nell'interesse dei cittadini". L'autovelox, una volta installato, è stato abbattuto da Fleximan

© da-video

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Falso ideologico. È questa l'accusa mossa dalla procura di Padova a Massimo Cavazzana, sindaco di Tribano, su cui pende una richiesta di rinvio a giudizio poiché sospettato di aver gonfiato il numero degli incidenti avvenuti lungo una strada del suo paese allo scopo di poter installare un autovelox. Lui si difende: "Ho operato nell'interesse dei cittadini".

Strada pericolosa -

 La vicenda è ricostruita dal Gazzettino. Il rilevatore di velocità era stato installato ad agosto del 2023, su autorizzazione della prefettura, sulla strada regionale 104, meglio conosciuta come Monselice-Mare, che secondo lo stesso sindaco, nonché vicepresidente nazionale Anci (l’associazione dei Comuni), presentava degli elevati indici di pericolosità per via dell'alta percorrenza e delle forti velocità sostenute dalle auto in transito. A conferma della propria tesi, anche il numero degli incidenti avvenuti tra il 2016 e il 2020, presentati poi alla prefettura in un documento ufficiale: ben 22, non mortali, ma con 35 feriti.

I dubbi della minoranza -

 Dati che però non hanno convinto uno dei consiglieri di minoranza, Roberto Bazzarello, certo che invece che quei numeri fossero esagerati e redatti "ad arte" solamente per poter giustificare l'installazione di un autovelox e quindi fare cassa sulle tasche dei cittadini. E, almeno in parte, aveva ragione. Perché andando a spulciare i dati dell’Ufficio statistica della regione Veneto, aveva riscontrato altri dati: gli incidenti in quello stesso periodo erano stati 10, con zero morti e 19 feriti. A dar supporto al consigliere, nel frattempo, ci aveva pensato il fantomatico e misterioso "Fleximan", che due mesi dopo la posa del rilevatore lo aveva abbattuto. E da allora non era più stato rimesso in funzione.

"Operato con trasparenza" -

 Dal canto suo il sindaco respinge ogni accusa. "In merito ai fatti contestati, preciso che gli atti indicati non sono stati compilati né inviati dal sottoscritto. Potrò esporre ogni elemento direttamente al giudice, con la massima trasparenza. La fiducia nelle istituzioni e nella magistratura mi accompagna da sempre: chi opera con correttezza non ha nulla da temere. Ho agito nel pieno rispetto delle norme e mi sono adoperato per la sicurezza della Strada Regionale 104, nell’interesse dei miei cittadini, una tratta che resta estremamente pericolosa e richiede interventi urgenti", le parole del sindaco sui propri canali social.

Rinvio a giudizio -

 Di tutt'altro avviso il consigliere Bazzarello, che ha sollevato la questione inviando un esposto in procura, che ora vuole vederci chiaro. "La notizia della richiesta di rinvio a giudizio del sindaco rappresenta un passaggio importante che conferma la serietà e il fondamento del lavoro di controllo che abbiamo svolto in questi anni. I numeri sugli incidenti trasmessi alla prefettura differivano in modo rilevante da quelli certificati dalla regione Veneto. Attendiamo con fiducia il lavoro della magistratura, alla quale siamo fin da ora pienamente a disposizione" è il commento del consigliere Bazzarello al Gazzettino.

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