La violenza non sempre lascia segni sul corpo. A volte si nasconde nel controllo, nella manipolazione, nella svalutazione, nell’isolamento. È una violenza più difficile da riconoscere, ma capace di lasciare ferite profonde. È questo il tema de “La violenza invisibile”, il decimo docufilm realizzato da Wall of Dolls, presentato al Lido di Venezia, presso lo Spazio della Regione del Veneto all’Hotel Excelsior.
Il documentario nasce con l’obiettivo di dare voce a storie, testimonianze e riflessioni per raccontare un fenomeno ancora drammaticamente presente nella società. Al centro, quelle forme di violenza che spesso si consumano nel silenzio e che rischiano, proprio per questo, di essere riconosciute troppo tardi.
A presentare il docufilm sono state Jo Squillo e la giornalista Francesca Carollo, da anni impegnate con Wall of Dolls nella sensibilizzazione sul tema della violenza sulle donne. Alla presentazione hanno partecipato anche Moira Cucchi ed Emanuela Carnini, entrambe vittime e sopravvissute alla violenza, con le loro testimonianze.
"Questo decimo documentario è uno strumento di informazione potente. Il nostro obiettivo è portarlo nelle scuole e nelle manifestazioni, veicolarlo ai giovani, per aprire discussioni e creare consapevolezza", ha spiegato Francesca Carollo. "Perché se si riesce a riconoscere una violenza quando è ancora invisibile, si può fermarla prima che diventi tragedia".
Per Jo Squillo, i dieci documentari realizzati rappresentano "dieci passi di un viaggio" scelto da Wall of Dolls per continuare a raccontare. "La violenza invisibile" vuole portare alla luce ciò che spesso rimane nascosto e parlare soprattutto alle nuove generazioni. "Riconoscere la violenza è il primo passo per poterla fermare", sottolinea Squillo, indicando nella sensibilizzazione nelle scuole l’obiettivo primario dell’associazione.
Il docufilm nelle scuole e nelle piazze -
L’obiettivo di Wall of Dolls è ora portare "La violenza invisibile" nelle scuole, nelle università, nei teatri, nelle piazze e nelle principali manifestazioni pubbliche. Il docufilm vuole diventare uno strumento di confronto, sensibilizzazione e prevenzione.
Attraverso le proiezioni e il successivo dibattito, l’associazione punta soprattutto a coinvolgere le nuove generazioni. L’intento è creare occasioni di dialogo per imparare a riconoscere i primi segnali della violenza, comprendere i meccanismi della manipolazione e promuovere una cultura fondata su rispetto, libertà e parità.
Un altro momento significativo si è svolto mercoledì sera sul Red Carpet del Lido di Venezia, dove Francesca Carollo e Jo Squillo hanno partecipato insieme a Maria Antonietta Rositani, vittima e sopravvissuta alla violenza sulle donne.
La sua presenza ha rappresentato una testimonianza di forza e rinascita: un messaggio che richiama l’importanza di sensibilizzazione, prevenzione e consapevolezza per aiutare le donne a riconoscere la violenza e trovare la forza di tornare a vivere.