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Taiwan, uomo scopre l'infedeltà della moglie grazie al robot aspirapolvere

Le immagini del tradimento registrate con il dispositivo gli hanno fatto avere un risarcimento economico ma lo hanno anche condannato a 5 mesi di prigione

© ufficio-stampa

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Finire dietro le sbarre per colpa di un elettrodomestico, può sembrare l'incipit di una trama di un film comico ma è diventata realtà per un uomo di Taiwan. Al centro della storia un robot aspirapolvere che grazie alle telecamere ha registrato i momenti che la moglie del taiwanese passava con l'amante. Il marito ha ottenuto un risarcimento in tribunale per danni morali, ma a sua volta è stato accusato e poi condannato per violazione della privacy a cinque mesi di carcere e un pagamento di 150mila dollari taiwanesi (circa 4mila euro). 

La ricostruzione -

Come riportato dal South China Morning Post, tutto è cominciato nel settembre 2023 quando il marito inizia ad avere i primi sospetti dopo aver trovato uno spazzolino da denti non appartenente né a lui né a lei all'interno della casa che frequentavano durante le vacanze. Dopo tre mesi dallo strano ritrovamento, cercando di attivare a distanza il microfono del robot aspirapolvere, il taiwanese ha visto le immagini trasmesse dalla telecamera del dispositivo in diretta. La scena che si è trovato davanti era inequivocabile: sua moglie in compagnia di un altro uomo in atteggiamenti che vanno oltre la semplice amicizia. A quel punto decide di registrare il video per portarlo come prova in tribunale. L'adulterio a Taiwan è stato depenalizzato nel 2020, ma è possibile chiedere un risarcimento economico in sede civile che di solito parte dai 3mila euro ma può raggiungere anche i 30mila euro. Per vincere la causa basta dimostrare che ci sono stati atteggiamenti come messaggi intimi costanti o baci. Il coniuge fedifrago può a sua volta fare una contro causa penale se le prove sono state raccolte con telecamere nascoste, registrazioni ambientali o funzioni video da remoto, come nel caso di questo cittadino di Taiwan. 

Dalla vittoria in sede civile alla condanna penale -

Il marito inizialmente aveva richiesto due milioni di dollari taiwanesi, circa 50mila euro, ma alla fine ne ha ottenuti 500mila dollari in moneta locale (13mila euro). Portato in tribunale dalla moglie per le registrazioni avvenute senza il suo consenso, l'uomo si è difeso dicendo che quelle immagini gli servivano come prove in sede civile. I giudici hanno ritenuto che i sacri obblighi derivanti dal matrimonio non possono scavalcare il diritto alla privacy per il singolo. Quindi, le luci dell'aspirapolvere robot che si attivavano quando registrava, o gli eventuali avvisi vocali, non sono stati ritenuti sufficienti perché la moglie fosse a conoscenza di essere ripresa. Il taiwanese ha ricevuto una multa di 150mila dollari taiwanesi, circa 4mila euro e la condanna a cinque mesi di carcere. Nel Paese asiatico chi registra o divulga informazioni o attività private senza consenso può ricevere una pena fino a tre anni di reclusione e a 300mila dollari taiwanesi di multa. 

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