Il social freezing entra anche nel calcio femminile spagnolo e apre una nuova frontiera nel rapporto tra sport e maternità, nel dibattito in corso a livello globale per trasformare la tutela della fertilità delle atlete da scelta individuale in un tema di welfare sportivo. La Federcalcio iberica (Rfef) sta chiudendo un accordo con una clinica di fertilità per finanziare alle calciatrici che lo richiedano il congelamento degli ovuli, dando loro la possibilità di preservare la fertilità durante gli anni della carriera agonistica. E a costo zero. A rivelare l'iniziativa, che sarà presentata nella seconda metà di settembre, è stata la capitana della Nazionale, Alexia Putellas. "Per me è un enorme passo avanti, perché la Federazione comprende che stai servendo il tuo Paese, andando contro il tuo tempo biologico, che non puoi fermarti e non puoi essere madre perché hai bisogno del tuo corpo per lavorare", ha commentato la due volte Pallone d'Oro in un'intervista a El Pais Semanal.
L'obiettivo -
La Rfef collaborerà, dunque, con una clinica per la fertilità per agevolare il finanziamento di tutti i costi associati al congelamento degli ovuli per tutte le giocatrici che desiderano posticipare la maternità
L'obiettivo dell'iniziativa non è incoraggiare le calciatrici a rimandare la maternità ma offrire loro un supporto qualora desiderino avere figli. La misura si affiancherà al piano per l'equilibrio tra vita professionale e privata introdotto prima dei Mondiali del 2023. Tale piano prevede un sostegno finanziario per le famiglie al fine di coprire le spese di viaggio e garantire che le calciatrici possano trascorrere del tempo di qualità con i propri figli durante i ritiri di allenamento.
I precedenti in Spagna -
Negli ultimi anni la Spagna ha fatto da apripista nel collegare sport femminile e salute riproduttiva. Già nel 2023 Futpro, la principale associazione spagnola delle calciatrici professioniste, aveva sottoscritto una collaborazione con una clinica per la fertilità. Prima ancora, la Fundacion Lucentum aveva stretto accordi di sponsorizzazione con un'altra clinica di riproduzione per le atlete della prima squadra di basket femminile.
Ora un salto di livello istituzionale -
Sono precedenti importanti, ma diversi dal progetto della Federcalcio di Madrid, che sembra rappresentare un salto di livello istituzionale, offrendo alle calciatrici la possibilità di scelta senza eventuali aggravi economici. Supportando in questo modo il loro desiderio di rinviare la maternità, difficilmente conciliabile con gli impegni agonistici.
Ma... arrivano le critiche -
L'iniziativa ha tuttavia aperto un acceso confronto sul significato stesso della parola conciliazione. "Si vende come una misura femminista quando in realtà è profondamente maschilista", la critica all'iniziativa dell'atleta d'elite e madre, Ana Peleteiro, nel suo account Instagram, condiviso da oltre 560mila follower. "Questa misura intende facilitare il fatto che le donne siano madri o il fatto che non lo siano mentre stanno gareggiando?", ha interrogato, ricordando la scelta della maternità spetta alle atlete. E che la priorità dovrebbe essere permettere alle sportive di diventare madri senza comprometterne la carriera.
Il dibattito riguarda tutto lo sport d'élite, poiché gli anni della massima competitività coincidono spesso con quelli di maggiore fertilità. E il congelamento degli ovuli può offrire un'opzione, ma non garantisce una futura gravidanza e non sostituisce politiche di maternità. La stessa Rfef ha già introdotto misure di conciliazione familiare e il sindacato Futpro chiede da tempo strumenti per sostenere le giocatrici durante e dopo la gravidanza, tutela contrattuale e assistenza familiare.
© Withub
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Cosa accade nel resto del mondo? -
Il caso spagnolo si inserisce nella conversazione mondiale. Alle Olimpiadi di Parigi 2024, la schermitrice egiziana Nada Hafez gareggiò nella sciabola incinta di sette mesi, mostrando che gravidanza e competizione possono, in determinate condizioni, anche convivere. Ma c'è il rovescio della medaglia: in Italia la pallavolisra Asja Cogliandro ha denunciato di essere stata allontanata dal Perugia un anno fa, dopo essere rimasta incinta. Un caso che ha riacceso i riflettori sul tema della tutela contrattuale delle atlete.