La procura di Torino impugnerà al tribunale del Riesame il provvedimento con il quale il Gip ha disposto l'obbligo di firma, senza neppure convalidare il fermo, del 42enne che era stato arrestato dalla polizia per una violenza su una tredicenne che era entrata nel minimarket dove lavorava. Lo si è appreso in ambienti giudiziari. Il gip aveva riconosciuto l'esistenza dei gravi indizi di colpevolezza ma non aveva convalidato il fermo per la mancanza del pericolo di fuga. Aveva infatti ritenuto che l'uomo fosse ormai "pentito" e avesse tenuto un atteggiamento "collaborativo" nei confronti degli inquirenti. Quanto alle esigenze cautelari, a parere del giudice potevano essere garantite dalla misura restrittiva dell'obbligo di firma. Intanto, sulla saracinesca del minimarket di Borgo Vittoria è comparsa la scritta "Pedofilo infame", tracciata con vernice verde.
Il presidente dell'Anm, Giuseppe Tango, è intervenuto sulla questione criticando l'atteggiamento di alcuni politici del governo, che nella giornata di martedì avevano apertamente attaccato la decisione del gip. Tango ha parlato di due magistrati con posizioni diverse riguardo alle misure cautelari necessarie, vale a dire il sostituto procuratore di Torino e - ovviamente - il gip. "Un provvedimento che ovviamente si può criticare, ma soprattutto si può contestare secondo quanto previsto dalle stesse regole procedurali, ricorrendo al tribunale del Riesame ed eventualmente in Cassazione", ha ricordato il presidente dell'Anm.
"Non è una decisione definitiva. Non è neanche una sentenza, oltre a non essere né una condanna né un'assoluzione. Davanti a questo quadro sono stati diversi gli attacchi scomposti da parte di autorevoli esponenti del governo, che sono andati oltre la critica. Ed è questo che stigmatizziamo con forza, così come riteniamo del tutto non ortodosso l'invio degli ispettori che non hanno il compito di valutare il merito dei singoli procedimenti", ha concluso Tango riferendosi alla decisione presa dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio.