DOPO LE ACCUSE DI BERLINO

Ue, Kallas: "Attacchi ibridi una svegliata per i Paesi più tiepidi sulle sanzioni" | Tajani: "Possibili tentativi d'influenze russe sul voto in Italia"

"Abbiamo convocato l'ambasciatore russo così come hanno fatto molti Stati membri", ha puntualizzato Kallas

© Afp/Ansa

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"Abbiamo iniziato con un numero limitato di nuove aggiunte (alla lista nera dell'Ue, ndr) ma gli Stati membri ne hanno proposte molte di più. Ovviamente bisogna verificare che tutto sia legalmente in regola e questo richiede tempo. Ma vedendo questi attacchi ibridi in tutta Europa, penso che possano dare una svegliata ai Paesi che forse non si sono dimostrati così determinati su questo fronte". È quanto affermato dall'alto rappresentante Ue, Kaja Kallas, a proposito delle nuove sanzioni in arrivo sulla Russia. "Se vogliamo porre fine a questa guerra, dobbiamo tutti concentrare i nostri sforzi e portarli a un nuovo livello", ha proseguito, "abbiamo convocato l'ambasciatore russo così come hanno fatto molti Stati membri", ha puntualizzato Kallas. 

Tajani: "Possibili tentativi d'influenze russe sul voto in Italia" -

 "È una questione generale, è una questione che riguarda tutta l'Unione Europea, ma non è da escludere che possano esserci tentativi di condizionare le elezioni dei Paesi dove si vota. Sono convinto che possa accadere, per questo bisogna intervenire in anticipo". È quanto ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivando al Gymnich rispondendo a una domanda sul fatto che la Russia possa tentare di influenzare le elezioni in Italia. Non escludo che possano esserci tentativi da parte della Federazione Russa di interferire nella vita democratica dei paesi dell'Unione Europea, interferendo sulle libere elezioni democratiche che si svolgono nei nostri Paesi, cercando di condizionare con questa attività deprecabile la volontà popolare", ha precisato Tajani.

"Questo sarebbe veramente inaccettabile, si è già parlato in più di un'occasione, bisogna vigilare, bisogna impedire che ci siano queste azioni da parte di un Paese con il quale noi non siamo in guerra". "Quindi - ha sottolineato - noi continueremo a vigilare, non è un caso che ci sia stata una riforma del ministero degli Esteri. Dal primo di gennaio c'è una direzione generale che si occupa della sicurezza, sia da un punto di vista politico sia da un punto di vista operativo, e non è un caso che ci sia una sala operativa che opera 24 ore su 24, proprio per respingere gli attacchi cibernetici, molti dei quali arrivano da hacker russi, contro le nostre sedi diplomatiche, contro il ministero". "Ricordo che in occasione della prima visita di Zelensky, nel momento in cui l'aereo toccò la pista dell'aeroporto di Ciampino, ero lì ad accogliere il presidente ucraino, ci fu un attacco contro il sito del ministero degli Esteri. I precedenti ci sono e noi vigiliamo perché possa essere garantita sempre comunque la vita democratica nei nostri Paesi".

Cos'è un attacco ibrido -

 Una guerra ibrida è una strategia militare che impiega e mescola elementi dei conflitti convenzionali e dei conflitti non convenzionali come la guerra economica, la guerra irregolare, la guerra psicologica e gli attacchi cibernetici con metodi di influenza come le fake news, diplomazia, guerre legali e interferenze nei processi elettorali. Vengono combinate operazioni cinetiche e sforzi sovversivi, all'interno di un impegno bellico informale e non dichiarato, l'aggressore intende evitare l'attribuzione di responsabilità e restare nel campo della negabilità plausibile. 

Paesi Baltici: "Russia vuole intimorire l'Europa" -

 "L'incidente di Lipsia rappresenta un altro tentativo sconsiderato della Russia di mettere alla prova la nostra determinazione attraverso azioni ostili in tutta Europa. Non possiamo trattare questi incidenti isolatamente. Fanno parte di una campagna più ampia volta a minare la nostra sicurezza e coesione". Lo ha scritto il ministro degli Esteri lituano, Kestutis Budrys, sul suo profilo X. Di analoga durezza le parole della ministra degli Esteri lettone, Baiba Braze, che ha definito le azioni della Russia come "atti di terrorismo sponsorizzati dallo Stato". "Il Cremlino vuole intimorire l'Europa e indebolire il nostro sostegno all'Ucraina. Non ci riuscirà", ha a sua volta commentato su X il ministro degli Esteri estone, Margus Tsahkna. "L'Europa deve risponderle congiuntamente, dimostrando determinazione, unità e un sostegno incrollabile all'Ucraina".

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