spiegato il meccanismo usato

Russia, Wsj: "Le Maldive sono diventate un polo cruciale per l'elusione delle sanzioni"

Attraverso l'aeroporto di Malè transiterebbero centinaia di milioni di dollari di beni occidentali destinati a Mosca e fondamentali per l'economia e l'apparato militare della Federazione

© Afp

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Le Maldive sono diventate un inatteso punto di transito per centinaia di milioni di dollari di beni occidentali destinati alla Russia, contribuendo ad aggirare le sanzioni imposte a Mosca dopo l'invasione dell'Ucraina. Da documenti esaminati dal quotidiano Wall Street Journal e colloqui con funzionari occidentali emerge che attraverso l'aeroporto di Malè transitano componenti elettronici, parti per aerei e altri prodotti soggetti a restrizioni, alcuni dei quali classificati come beni a duplice uso civile e militare.

Ecco com'è possibile per la Russia aggirare le sanzioni -

 Il volume di beni transitanti per le Maldive e diretti a Mosca resta comunque molto inferiore rispetto ai principali canali di elusione delle sanzioni, come Cina, Turchia ed Emirati Arabi Uniti, ma dimostra quanto la rete russa si sia estesa anche a Paesi apparentemente estranei ai grandi circuiti commerciali con Mosca.

Secondo il quotidiano statunitense, il meccanismo si basa sul trasferimento dei carichi tra voli senza che le merci entrino formalmente nel territorio maldiviano. Ogni mattina un volo di Aeroflot arriva a Malè e, con l'aiuto di intermediari locali e società legate alla logistica russa, le merci vengono sdoganate sulla base dei documenti esibiti e trasferite direttamente a un altro aereo. Viene quindi emessa una nuova lettera di vettura per il volo verso Mosca, nella quale non compaiono più né il produttore originario né l'effettiva provenienza dei beni. Una parte delle merci finirebbe poi a società russe sottoposte a sanzioni, tra cui S7 Airlines e le sue controllate, che hanno difficoltà a procurarsi pezzi di ricambio per la propria flotta.

Fenomeno in crescita -

 I dati commerciali evidenziano la crescita del fenomeno: secondo Import Genius, le importazioni russe dichiarate come provenienti dalle Maldive sono passate da meno di 7 milioni di dollari nel 2021 a oltre 630 milioni nel 2022, per poi attestarsi a circa 160 milioni nel 2024. Le cifre potrebbero tuttavia essere inferiori al volume reale, anche perché Mosca ha progressivamente limitato l'accesso ai propri dati doganali.

Quali sono i prodotti sanzionati che passano per le Maldive? -

 Tra i prodotti transitati figurano microchip utilizzabili anche nei sistemi di guida dei missili, strumenti ottici per il tracciamento satellitare e componenti aerospaziali adatti tanto agli aerei civili quanto a caccia e razzi a lunga gittata. La crescita del traffico appare legata anche agli interessi economici delle Maldive.

I turisti russi rappresentano una delle principali nazionalità presenti nell'arcipelago e il governo, ancora alle prese con le conseguenze della crisi del turismo durante la pandemia, ha pochi incentivi a creare tensioni con Mosca. Parallelamente, la società aeroportuale statale ha registrato nel 2024 profitti record grazie anche alle attività cargo, mentre nel luglio scorso l'aeroporto ha movimentato la cifra giornaliera record di 126 tonnellate di merci.

La reazione dell'Occidente -

 Le autorità occidentali stanno intensificando la pressione su Malè affinchè intervenga, ma i controlli doganali restano limitati: le merci in transito vengono verificate soprattutto attraverso la documentazione e non sono sottoposte a ispezioni fisiche. Il Wall Street Journal ha inoltre individuato società locali apparentemente utilizzate per gestire il passaggio delle merci. Tra queste figurano Freight Care e Go Investment, i cui indirizzi ufficiali sollevano dubbi sulla reale consistenza delle attività.

Il direttore di Freight Care, Hussain Waheed, ha confermato che la società gestisce merci in transito da Malè verso la Russia, negando però di aver consapevolmente facilitato la spedizione di materiali utilizzabili per la produzione di armi. Il caso delle Maldive mostra una delle principali difficoltà incontrate dall'Occidente nel tentativo di rendere efficaci le sanzioni: mentre Stati Uniti e Unione europea cercano di colpire intermediari, banche e società logistiche nei Paesi terzi, Mosca continua a trovare nuovi percorsi per mantenere aperto l'accesso a beni fondamentali per la propria economia e, in alcuni casi, per il proprio apparato militare.

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