Erano dati per dispersi e invece sono morti affogati attraversando l'Eufrate nei pressi di Nassiriya. E' stato il triste destino di quattro soldati ritrovati dai commilitoni solo 24 ore dopo qundo una parte della truppa era tornata indietro per cercare il loro carro armato. Il mezzo è finito nel fiume dopo che il pilota è stato ucciso dal fuoco nemico facendo sbandare il mezzo che poi è caduto nel fiume. Gli altri soldati sono morti affogati.
L'episodio è accaduto tra giovedì e venerdì ma è stato reso pubblico solo nelle scorse ore dal Comando centrale anglo-americano(CentCom) in Qatar dopo che sono stati recuperati i corpi dei soldati uccisi. Secondo ricostruzioni basate su testimonianze dal fronte, l'M1A1 Abrams, uno dei più importanti e sofisticati mezzi d'attacco americani, è finito fuori strada su un ponte, parzialmente crollato, nei pressi di Nassiriya. Secondo le indagini il conducente sarebbe stato ucciso dal fuoco nemico perdendo così il controllo del mezzo blindato, che e' precipitato nell'Eufrate.
Una pattuglia che stava attraversando il fiume nello stesso momento dice di aver sentito il tonfo, ma non si è resa conto dell'accaduto. "All'improvviso c'è stato questo grande 'splash' - ha raccontato il sergente Scott Kerslake, che si trovava sul posto - e abbiamo visto una parte del ponte sparire". I militari hanno pensato che a cadere nel fiume fosse stato solo cemento e acciaio. Solo all'indomani, quando un colonnello ha visitato l'area dicendo che mancava all'appello un carro armato, i soldati hanno intuito cosa poteva essere accaduto. Sono stati fatti intervenire sommozzatori della Marina e l'Abrams è stato recuperato e trascinato a riva.
"E' triste che dei Marines debbano morire in modo così stupido - ha detto il sergente Kerslake ad un giornalista del New York Times - qui tutti vogliono andare, andare, andare. Sono tutti eccitati di andare alla guerra. E' comprensibile, ma non è accettabile".