Verso le elezioni del 2027

Sindaco Milano: Mario Calabresi verso la candidatura, intanto lascia Chora

Il giornalista, 56 anni, non ha ancora ufficializzato la propria discesa in campo ma ha annunciato le dimissioni da ogni incarico di direzione editoriale

© ansa | Mario Calabresi prenderà il posto di Mauro a gennaio

© ansa| Mario Calabresi prenderà il posto di Mauro a gennaio

Mario Calabresi è pronto a candidarsi a sindaco di Milano. Manca ancora l'ufficialità, ma la decisione del giornalista e scrittore, 56 anni, sembra ormai presa. Attraverso le proprie pagine social, Calabresi ha infatti annunciato le dimissioni da ogni incarico di direzione editoriale in Chora Media e da presidente del consiglio di amministrazione del gruppo Be Water Content.

L'addio all'azienda -

 "Dopo sei anni e 420 serie podcast lascio Chora. Scrivere questa frase mi fa fatica e molta impressione", scrive proprio Calabresi confermando l'addio all'azienda che ha contribuito a fondare per ufficializzare presto la sua candidatura a sindaco di Milano. "Lascio perché sento forte il richiamo a percorrere una strada nuova. Domani guarderò al futuro, oggi voglio fermarmi a pensare con emozione e gratitudine a quello che abbiamo costruito insieme - ha aggiunto - alla visione che ho condiviso ogni giorno con Guido Brera, alla squadra di persone eccezionali con cui ho lavorato".

Effetto domino -

 Un annuncio, quella di Calabresi, destinato a muovere gli equilibri dello scacchiere politico in vista dell'appuntamento con le urne, che a Milano si terrà nella primavera del 2027. Figlio del commissario Luigi Calabresi assassinato nel 1972, il giornalista si propone al momento come esponente civico, esterno alle dinamiche partitiche, ma con un profilo comunque riconoscibile. Al momento Calabresi non ha ancora ufficializzato la propria candidatura, ma tutti gli indizi portano a una sua partecipazione attiva alle prossime elezioni: "Chora è stata una casa ma anche la mia terza figlia. La lascio quando va benissimo - ha aggiunto l'ex direttore di Repubblica e La Stampa - È solida, piena di energie, di idee, continua a crescere, è in buone mani e da questa settimana ha una bellissima sede sul Naviglio".

Il saluto della compagnia -

 In un comunicato stampa la media company BeWater ha confermato che Mario Calabresi lascia tutte le cariche ricoperte nel gruppo e che cede alla società l'intera partecipazione da lui detenuta, che verrà rilevata dalla società stessa. L'uscita ha decorrenza dall'1 settembre, data in cui Calabresi lascia anche la direzione editoriale di Chora e Will Media: "Non sarà sostituito e le sue deleghe verranno redistribuite internamente sul team", si legge nel comunicato dove viene anche specificato che Calabresi "si dedicherà a nuove attività non editoriali". "Le strade professionali si separano, ma resta l'amicizia e la stima di tutto il gruppo e mia personale, certi che continueremo a incrociarci e a condividere la passione per il racconto di grandi storie", conclude la nota del gruppo editoriale.

Le prime reazioni della politica  Quello che resta da capire è come si muoverà il centrosinistra e in particolare il Pd per la scelta del candidato sindaco. Elly Schlein per ora non si pronuncia: "È presto - dice dalla festa del partito a Genova - stiamo seguendo e supportando il percorso del Pd a Milano che si concentra sui temi. Prima il programma poi i nomi". Il partito milanese è sempre stato orientato a fare primarie di coalizione, data e modalità si decideranno con gli altri partiti nelle prossime settimane, ma c'è da capire se la disponibilità di Calabresi spariglierà le carte e si deciderà di non passare dai gazebo.

Una soluzione che auspica Azione secondo cui il giornalista "è un ottimo candidato riformista per Milano. Andrebbe sostenuto da subito, senza farlo passare per il tritacarne delle primarie", spiegano Carlo Calenda e Pina Picierno. Per Europa Verde "prima bisogna ragionare sul perimetro della coalizione e sul programma - spiega Tommaso Gorini, co-portavoce del partito a Milano - poi sui nomi, anche se Calabresi è un candidato autorevole".

Nel centrosinistra sono diverse le personalità, del Pd e non, che hanno dato la disponibilità a candidarsi alle primarie. C'è il capogruppo Pd al Consiglio regionale lombardo Pierfrancesco Majorino, vicino alla segretaria. La vicesindaca Anna Scavuzzo non commenta ufficialmente il passo avanti di Calabresi ma chi ci ha parlato conferma all'Ansa che la sensazione è positiva, così la competizione sarà ancora più vera e bella. L'assessore del Municipio 1 ed esponente Dem Lorenzo Pacini, che da tempo ha lanciato la campagna Rivoluzione di Milano chiede che le primarie siano "convocate al più presto. Il nostro è un percorso di sinistra. Vedremo cosa dirà Calabresi". 

A bocciare l'ipotesi che l'ex direttore di "Stampa" e "Repubblica" possa riscuotere il favore di Forza Italia è il vicepremier Antonio Tajani: "Siamo per sostenere un candidato di centrodestra - mette in chiaro il leader azzurro - abbiamo le nostre idee, abbiamo dei nomi importanti da sottoporre agli alleati, sia civici sia di Forza Italia". Nel frattempo debutta Carmelo Burgio, il generale candidato sindaco di Futuro Nazionale che ha definito la sicurezza una "priorità" criticando Milano ormai diventata sempre più "una città per ricchi". Il candidato di Vannacci ha però già spiegato che sarebbe disposto a fare un passo di lato se si trovasse l'unità nel centrodestra.

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