
Famiglia nel bosco, il tribunale: "Ok al ricongiungimento, ma a tappe"
L'iter verrà avviato subito con rientri diurni e poi, da ottobre, con pernottamenti. Il tutto sarà monitorato dai servizi sociali

Il tribunale dei minorenni dell'Aquila ha dato il via libera al percorso per il ricongiungimento della cosiddetta famiglia nel bosco, ma secondo un iter a tappe monitorato dai servizi sociali che dovranno certificare il reinserimento dei minori. Secondo quanto si apprende, i giudici avrebbero dato l'ok ma seguendo un percorso progressivo che potrebbe portare i figli della coppia anglo-australiana a lasciare poi definitivamente la casa famiglia dove sono ospitati dallo scorso fine novembre. "Nathan e Catherine hanno saputo da ieri della questione, hanno preso la cosa con una notevole dose di fatica perché speravano ci fosse una maggiore misura", ha commentato il legale della famiglia, Simone Pillon. "Pensavano che l'iscrizione a scuola fosse inevitabile, ma si aspettavano che fossero stabilite cose che bilanciassero la questione".
Pillon: "Da subito rientri diurni a Palmoli, da ottobre anche pernotti" -
L'avvocato della famiglia, Simone Pillon, ha commentato la decisione dei giudici leggendo davanti ai microfoni della stampa un comunicato: "Il decreto, firmato dalla presidente Angrisano nei suoi ultimi giorni di servizio all'Aquila, corregge parzialmente le precedenti decisioni e dispone un progressivo riavvicinamento dei minori alla famiglia". Questo riavvicinamento è costituito da "rientri diurni immediati a Palmoli", in entrambe le case (quella del Comune e la proprietà nel bosco). Poi, a partire da ottobre, "pernotti in famiglia nel fine settimana". Per il 30 ottobre è stato fissato un ulteriore termine per memorie che dovrebbe essere seguita, in tempi non definiti né chiariti, la decisione sull'eventuale rientro definitivo in famiglia. Per Pillon, "si tratta certo di un significativo passo in avanti rispetto alla situazione attuale, ma spiace tuttavia dover prendere atto che il lungo percorso giudiziario di questa famiglia pare ancora lontano dal necessario e auspicabile pieno ricongiungimento familiare".
Il difensore: "Presenteremo reclamo, decisione non rispetta interesse dei minori" -
Il legale della famiglia nel bosco ha poi anticipato che, pur "garantendo la piena collaborazione", presenterà un reclamo alla Corte d'Appello dell'Aquila. Secondo Pillon sono infatti tre i punti che "meritano di essere corretti nell'interesse dei minori". In primis, il ritardo nella decisione dei giudici ha impedito ai bimbi di trascorrere qualche tempo di vacanza "con mamma e papà". In secondo luogo, i togati "non avrebbero tenuto conto dei pareri degli esperti in merito alla necessità di un immediato rientro in famiglia e del rischio per la salute causato dal permanere del collocamento extra-familiare". Così come avrebbero ignorato "la situazione familiare, che non è affatto a rischio abusi e ha ampiamente risolto le criticità abitative e relazionali inizialmente contestate".
La criticità della scuola: "Hanno ordinato iscrizione, senza dire dove" -
Insomma, secondo Pillon, "il tribunale è rimasto ancorato a precedenti valutazioni, ormai superate dai fatti". E non solo: "L'ordine sembra essere emanato per tenere i minori in casa-famiglia finché i genitori non dimostreranno di aver accettato l'iscrizione dei bambini alla scuola pubblica, in luogo dell'istruzione parentale auspicata dai genitori". Il tribunale avrebbe ordinato alla curatrice e alla tutrice l'iscrizione dei minori in una scuola, senza però specificare né quale né in che modalità. Un elemento che, come ha sostenuto il legale della famiglia, rende molto difficile la gestione della quotidianità dei bimbi: "Non è dato capire quale sia il modo migliore per evitare ai bimbi lunghe trasferte da e per Palmoli, da e per Vasto. Quale il modo migliore che li metta al riparo da possibili condotte di bullismo, di eccessiva attenzione. Nulla di ciò è stato scritto,".