A "Zona Bianca"

Sigfrido Ranucci fuori da "Report": "Ora la battaglia per la libertà di inchiesta"

A "Zona Bianca" il giornalista si difende dalle accuse: "Sono con la coscienza a posto, avrò più tempo per dedicarmi alle persone fragili"

© Da video

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"Ho appreso la notizia dall'Ansa". Così Sigfrido Ranucci racconta all'inviata di "Zona Bianca" come ha saputo della sostituzione dalla guida del programma "Report". ll conduttore, vittima il 15 ottobre scorso di un attentato contro la sua abitazione a Pomezia (Roma), spiega che non si tratta della prima volta. "In questi anni ho sempre saputo le cose dai giornali, compresa la convocazione al comitato etico", afferma.

Ranucci, non indagato nella vicenda per il quale è in carcere, dal 10 agosto scorso Valter Lavitola, reo confesso di essere il mandante dell'attentato, guarda avanti. "Non condurrò Report ma la battaglia più importante sulla libertà di informazione e di inchiesta", spiega all'inviata Giuliana Zanca: "Bisogna consegnare ai nostri figli un mondo migliore e liberarlo dagli esseri mostruosi che lo governano". Sulla sensazione di sentirsi in qualche modo tradito da qualche collega il giornalista replica: "Mi hanno scritto tutti quanti che vorrebbero di corsa che tornassi".

Sulle ipotesi di ricollocamento professionale, Sigfrido Ranucci attacca: "C'è anche l'idea di mandarmi a Il Cairo dove non avrei la scorta, forse sperano che faccia la fine di Regeni". E confida di sentirsi pronto ad assumere nuovi impegni civili: "Sono con la coscienza a posto, avrò più tempo da dedicare alle persone fragili come i disabili ai quali sono stati tagliati dei fondi o i figli dei carcerati che hanno bisogno di assistenza ed educazione". Infine, a margine di un evento pubblico, rispondendo a una domanda sull'obiettivo reale dietro alla sostituzione dalla conduzione del programma chiosa: "Hanno voluto distruggere Report attraverso la distruzione di Ranucci".