Morto in un agguato nel 1996

Usa, condannato dopo 30 anni il responsabile dell'uccisione di Tupac

Ad assassinare il celebre rapper sarebbe stato un ex leader della gang dei Crips

© Ansa

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Un ex leader della gang dei Crips è stato riconosciuto colpevole di omicidio per avere organizzato l'agguato in cui fu ucciso il rapper Tupac Shakur a Las Vegas nel 1996, chiudendo uno dei casi più celebri e controversi della storia dell'hip-hop. Una giuria del Nevada ha dichiarato colpevole Duane "Keffe D" Davis, 63 anni, ritenendo che avesse procurato l'arma e ordinato a un altro membro dei South Side Crips di sparare contro Shakur e l'allora produttore discografico Marion "Suge" Knight per vendetta. La giuria ha raggiunto il verdetto dopo circa tre ore.

Davis, che si era dichiarato non colpevole dell'accusa di omicidio di primo grado con arma letale, non ha mostrato reazioni evidenti alla lettura della decisione. Secondo l'accusa, Davis organizzò l'uccisione dopo che Shakur e alcuni membri di una gang rivale avevano aggredito suo nipote. Avrebbe quindi procurato una pistola e riunito altri componenti dei South Side Crips a bordo di una Cadillac dalla quale furono esplosi i colpi contro l'auto su cui viaggiavano Shakur e Knight. Il rapper, che aveva 25 anni, morì sei giorni dopo per le ferite riportate. Davis aveva scritto nella propria autobiografia, pubblicata nel 2019, di essere "uno degli unici testimoni oculari ancora vivi dell'uccisione di Tupac". Dopo il verdetto, Davis ha interrotto l'udienza chiedendo la restituzione dei propri effetti personali e annunciando l'intenzione di presentare appello. La giudice della contea di Clark Carli Kierny gli ha risposto che potrà impugnare il verdetto dopo la sentenza. Davis resta detenuto senza possibilità di cauzione.

I procuratori hanno sostenuto che Davis, all'epoca importante trafficante di droga a Compton e dirigente dei South Side Crips, avesse ammesso più volte nel corso degli anni il proprio coinvolgimento nell'omicidio, sia durante colloqui con investigatori federali e locali sia in documentari televisivi e su YouTube e nella propria autobiografia. La difesa ha invece sostenuto che il libro fosse una ricostruzione romanzata e autocelebrativa, concepita per guadagnare notorietà e denaro grazie al caso Tupac, e che mancassero prove indipendenti sufficienti a confermare le affermazioni di Davis.

Secondo la ricostruzione dell'accusa, Davis viaggiava su una Cadillac bianca insieme a Orlando "Baby Lane" Anderson, Deandrae "Big Dre" Smith e Terrence "Bubble Up" Brown. Il gruppo seguì la Bmw sulla quale si trovavano Shakur e Knight mentre si dirigevano verso il Club 662. All'incrocio tra East Flamingo Road e Koval Lane, la Cadillac si sarebbe affiancata alla Bmw. Davis avrebbe passato la pistola calibro 40 ai passeggeri sul sedile posteriore, da dove furono esplosi almeno sette colpi contro Shakur e Knight. Davis è l'unico occupante della Cadillac ancora in vita.

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