La notizia della morte del sindacalista Alex Ammendolia, morto a 38 anni presumibilmente per uno shock anafilattico dopo la puntura di un insetto, probabilmente un'ape o una vespa, ha riportato a galla la preoccupazione per fatti di questo tipo e le domande su come comportarsi davanti alle punture di api o vespe e su come prevenirle. Tgcom24 ne ha parlato con l’etologo Andrea Lunerti. "Non dobbiamo avere ansia di fronte a notizie simili. Per fortuna, si tratta di eventi rari. La casistica del decesso non è così frequente", ha dichiarato.
Qual è la differenza tra puntura di ape e di vespa?
L'effetto locale è diverso. Le api lasciano il pungiglione attaccato: si vede una parte finale, diciamo così, del loro intestino, con una sfera di colore chiaro, grigiastro, che è la ghiandola velenifera, la quale continua a pulsare per 50-70 secondi e a iniettare veleno. Sfera che va immediatamente e tempestivamente rimossa alla base. Le vespe, invece, riescono a pungere più volte, ma il loro pungiglione non rimane conficcato. Il dolore è un pochino più forte e c'è un immediato rigonfiamento circolare all'apice della puntura, cosa che invece con l'ape avviene molto più lentamente. Le punture di vespe cartonaia, germanica e vulgaris danno tutte più o meno lo stesso effetto e sicuramente saranno più di una: le vespe quando si scagliano a difesa del nido vanno addosso alle persone perché ritengono opportuno attaccare, sono solite pungere un solo soggetto anche due o tre volte. Così sappiamo che si tratta di una vespa e non di un'ape, anche non essendo grandi esperti.
Vespa e ape sono velenose allo stesso modo?
No, hanno un veleno leggermente diverso e la reazione alla puntura dipende da individuo a individuo. Di solito, nessuno ha uno shock anafilattico alla prima puntura, è molto raro. È alla seconda puntura che dobbiamo fare attenzione, quindi è opportuno rivolgersi al medico e fare dei controlli se la prima puntura ha scatenato un effetto locale molto forte e ha provocato, ad esempio, nausea, tremori.
Ci sono dei test per capire se si è allergici ad api e vespe?
Sì, ci sono dei test che si possono fare per riscontrare una ipersensibilità a questo tipo di veleni. Per lo shock anafilattico ci vuole un immediato soccorso, se una persona sa di essere ipersensibile si porta dietro almeno del cortisone, degli antinfiammatori molto potenti così da poter ricorrere a questo primo soccorso qualora venisse accidentalmente punta da uno di questi insetti. Poi, non dimentichiamoci che c'è il numero di telefono del Centro Antiveleni del Policlinico Gemelli di Roma che risponde h24 per queste esigenze. Un'altra cosa importante da ricordare è di stare alla larga da pericolosi fai da te: togliere nidi, andare a molestare questi animali e quant'altro. Molte persone, infatti, pensano di poterlo fare perché magari sono stati punti tante volte e sanno di non essere allergici e, invece, se si ricevono più punture di quelle che il proprio organismo è in grado di contrastare a livello immunitario, si possono riscontrare gli effetti dello shock anafilattico per quantità.
Ci sono degli accorgimenti che si possono prendere per non farsi pungere da api e vespe, soprattutto durante le gite all'aperto?
Per quanto riguarda i farmaci da portare con sé, è bene farseli consigliare dal proprio medico. Sicuramente, è opportuno che le persone che hanno già riscontrato di essere ipersensibili a questo tipo di punture portino con sé il cortisone. È, inoltre, necessario vestire di bianco, non di nero, perché questi insetti si irritano quando vedono il colore nero, sono tendenzialmente più aggressivi. Quindi, se facciamo una passeggiata in giardino o in campagna o addirittura in un parco, vestiamoci con colori chiari, teniamoci lontano dai nidi e da quei luoghi dove vediamo un continuo andirivieni di insetti. Nelle traiettorie di volo, infatti, potrebbero pungerci semplicemente perché ci urtano. Attenzione maggiore per le donne che hanno i capelli molto lunghi perché spesso le api sono solite rimanerci incastrate e, nel tentativo di liberarsi, ci si fa pungere alle dita o addirittura sul cuoio capelluto e la puntura diventa molto più dolorosa e molto più fastidiosa, quindi, in questi casi, si consiglia un cappellino o di raccogliere i capelli. Soprattutto se ci avviciniamo a dei fiori. Ricordiamoci, infatti, che questi ultimi sono di proprietà degli insetti, appartengono alla natura, rispettiamo questi spazi, rispettiamo gli animali quando si approvvigionano di nettare. Attenzione poi alle fonti d'acqua perché nelle stagioni particolarmente siccitose questi insetti sono soliti andare ad abbeverarsi, a raccogliere l'acqua che per loro è fondamentale, sia per dissetarsi, sia per nutrire i loro piccoli, sia per provvedere alla stabilizzazione della temperatura all'interno delle arnie, quindi questo elemento è prezioso per loro quanto lo è per noi. Non cerchiamo di cacciarli via ogni volta che li vediamo avvicinarsi all'acqua perché pensiamo di avere il diritto di bere per primi, di fronte a queste reazioni infatti possono veramente attaccarci e pungerci perché sono assetati quanto noi.
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Anche a tavola dobbiamo fare molta attenzione, soprattutto se ci sono portate a base di pesce, pesce crudo o carne. Le vespe sono attratte dalle sostanze proteiche che consumiamo ogni giorno, quindi, si riversano sulle tavole imbandite di questi cibi ed è difficile far capire loro che sono nostri, in natura nessuna risorsa alimentare appartiene a nessuno, tutto è di tutti, quindi loro se ne approvvigionano come se ne avessero diritto. Cerchiamo di comprendere la situazione, allontaniamoci se è necessario, cerchiamo di proteggere le categorie più sensibili e se vediamo che la zona è esageratamente frequentata dagli insetti, dobbiamo per forza di cose tener conto che non è adatta per il nostro picnic all'aperto. O usiamo alimenti diversi oppure ci allontaniamo dal posto, probabilmente abbiamo il nido nelle vicinanze. Infine, un ulteriore accorgimento è il buonsenso. Questi insetti, tendenzialmente, sono assaliti dalla frenesia di poter concludere il proprio ciclo vitale, quindi si danno da fare per quello. Se non andiamo proprio a interferire con queste attività non abbiamo nulla da temere.
Esistono dei repellenti?
No, né per le api né per le vespe. A Roma e in altre città d'Italia, c'è un evento che si ripete ogni anno che è la stagione degli amori della vespa orientalis: sulle strade si riversano tutte le femmine desiderose di accoppiarsi e i maschi le inseguono. Succede più volte che questi ultimi si imbattano nella propria immagine riflessa nei vetri delle finestre, iniziando a duellare con la propria immagine e quindi a colpire ripetutamente i vetri, scatenando il panico verso la fine di settembre e i primi d'ottobre. In questi casi, nelle giornate non particolarmente ventose, si può usare la bruciatura dei fondi di caffè, che interrompe le linee feromoniche rilasciate dalle regine così i maschi vanno a disperdersi e a ricercare quella scia altrove e magari temporaneamente ci lasciano godere anche un po' il giardino. Quest'ultimo metodo è da ritenere un palliativo e non un sistema efficace e risolutivo.
Cosa fare subito dopo la puntura di uno di questi insetti?
Se si parla dell'ape, abbiamo detto cosa dobbiamo fare: rimuovere tempestivamente il pungiglione. Per entrambi api e vespe, invece, bisogna allontanarsi dal luogo dove si è stati punti, perché questi insetti dopo la prima puntura rilasciano un feromone che è un grido di allarme e scatena l'ira e l'aggressività di tutta la colonia e lì vicino potrebbe esserci il nido. Inoltre, non corriamo mai, anche se è molto difficile rimanere calmi, ma farlo significa attirare tutti gli altri insetti che potrebbero aggredirci, e proteggiamo le parti più vulnerabili che sono gli occhi, il naso e la bocca. Inoltre, non bisogna mai tentare di uccidere gli insetti perché l'uccisione di uno può comportare il rilascio dei feromoni e, se a nostra insaputa siamo vicino al nido, rischiamo l'attacco di massa. Ad ogni modo, manteniamo la calma, i vigili del fuoco a volte intervengono quando c'è il pericolo imminente di incolumità, poi ci sono magari persone come me che intervengono, che sono attrezzate e hanno la possibilità di fare la messa in sicurezza senza far rischiare niente a nessuno. Non improvvisiamoci mai, no al fai da te, questa è la migliore delle soluzioni.