La guerra in Iraq sta influenzando alcune delle maggiori manifestazioni sportive. Numerose le gare finora posticipate, l'ultima delle quali dovrebbe essere Iraq-Vietnam. All'incontro, valido per le qualificazioni asiatiche ad Atene 2004 ed in programma il 5 aprile, è stata già cambiata la sede (che sarebbe Damasco), ma la Fifa deciderà martedì se rinviarlo. A rischio anche il ritorno in Vietnam (il 19 aprile) a causa della polmonite atipica.
Una partita segnata fin dal principio. Una partita che, ironia della sorte, vedrà scontrarsi le ultime due nazioni che hanno affrontato un conflitto bellico contro gli Stati Uniti. Da una parte la nazionale del paese di Saddam che vorrebbe si giocasse a tutti i costi per dare alla situazione una parvenza di normalità, dall'altra quella del Vietnam, in patria alle prese con la polmonite atipica. Nel mezzo la Fifa, che dovrà decidere il destino dell'incontro che pare comunque avviato verso un inevitabile rinvio.
Troppo alto il rischio di spostamento per la nazionale irachena, come sottolinea la confederazione asiatica: "Al momento attuale per la nazionale irachena è impossibile lasciare il suo paese, e quindi sarebbe meglio rinviare il match". La stessa confederazione venerdì scorso aveva inviato una lettera sollecitando il rinvio della doppia sfida. Anche la partita di ritorno infatti è fortemente a rischio: secondo i dati forniti dall'organizzazione mondiale della Sanità il Vietnam è il terzo paese asiatico 'focolaio' del virus misterioso della polmonite atipica, dopo Cina e Singapore. Insomma una partita maledetta, sospesa fra la guerra e la malattia. "Spettatori" d'eccezione, gli Stati Uniti d'America. Pare un film, ma è la cruda realtà...