Che Elisa fosse un'artista capace di farsi ispirare dalla natura lo capirono tutti ormai un quarto di secolo fa, quando decise di prendersi il Festival di Sanremo con una canzone-manifesto che iniziava con l'invocazione "parlami come il vento tra gli alberi". Luce non era il prodotto del genio di un artista che viveva in comunione con la natura. Era piuttosto la dichiarazione di intenti da parte di una cantante che aveva compreso, ancor giovanissima, quanto lei stessa fosse parte di quella medesima natura.
Mentre tutti i suoi colleghi compravano un attico a Citylife o un loft a Ibiza, Elisa Toffoli acquistava della terra nel suo Friuli e decideva di vivere lì, a distanza di sicurezza dai grandi conglomerati urbani. Una scelta che tuttavia non deve far pensare a un odio per la città in quanto tale da parte dell'autrice di Una poesia anche per te. Al contrario, Elisa ha sempre cercato di promuovere iniziative per migliorare il verde urbano. Un impegno concreto che si arricchisce ora di un nuovo capitolo: Plantasia, il "parco sonoro" che promette di diventare il prossimo polmone verde di Milano.
40mila metri quadrati di sogno verde -
L'annuncio ufficiale del progetto è arrivato in una cornice importante, quella garantita dal teatro Romano di Verona. Sul palco Elisa e Giovanni Caccamo hanno presentato Plantasia, un sogno frutto dell'alleanza tra le loro organizzazioni no profit, la Fondazione Lotus ETS e la Youth & Future - Parola ai Giovani APS. Quella del parco sonoro è un'idea piuttosto ambiziosa, considerando anche i 40mila metri quadrati abbondanti su cui si estenderà questa oasi lontana dal cemento e dal rumore bianco della città. È vero, finora Plantasia è ancora un terreno abbandonato. Ma i tempi sono maturi per cambiare destinazione di utilizzo a uno spazio come quello dell'ex cava di via Quarenghi per cui il comune stesso di Milano pare propenso a trovare un nuovo utilizzo.
D'altra parte, si parla di un intervento di riqualificazione che possa creare una realtà inedita per la metropoli meneghina, dove natura e musica riescano a incontrarsi, senza dimenticare la dimensione sociale dell'intera iniziativa. "Sarà anche un luogo dove ospitare mostre a cielo aperto e altri eventi culturali", ha spiegato la cantante.
Elisa verde speranza -
Al momento il progetto è ancora nella fase delle indagini propedeutiche, necessarie a capire se effettivamente si potrà procedere al processo di fitobonifica (una tecnica che usa le piante per ripulire terreni, acque e sedimenti inquinati). Uno stadio ancora embrionale in cui tuttavia si respira già notevole ottimismo, nell'attesa di respirare aria buona in futuro. D'altra parte i fondi per pensare in grande non paiono mancare: Il Comune di Milano ha impegnato già circa 300mila euro mentre la raccolta fondi promossa dalle due organizzazioni non profit punta a raggiungere i 200mila euro entro la fine dell'anno. Un bel gruzzolo per riqualificare un pezzo di Milano soffocato dall'inquinamento e da un certo lassimo generale.
Non pensiate comunque che l'impegno della nostra fatina dei boschi (e della musica) si fermi qui: dall'uso del biofuel per l'energia del suo concerto del 2025 a San Siro alla creazione di murales in grado di unire il valore ambientale alla partecipazione di ragazzi con storie difficili, passando per l'agricoltura rigenerativa. Elisa è un vulcano di idee, sempre pronto a dimostrarci che l'erba del vicino non per forza deve essere sempre più verde della nostra.