cronaca

Seppellì viva compagna,condannato

Caltanissetta, 15 anni per l'omicidio

Un anno fa uccise la fidanzata seppellendola viva nel giardino di casa, oggi è stato condannato con il rito abbreviato a 15 anni e sei mesi di carcere, ma i genitori della ragazza chiedono giustizia. La 15enne Carmelina Sferrazza era morta sbranata dai cani randagi dopo essere stata sepolta da Ferdinando Lo Porto nel prato di una villetta in costruzione alla porte di Delia. Il pm di Caltanissetta aveva chiesto 22 anni di reclusione.

Secondo l'accusa, Lo Porto incontrò la sua fidanzata la mattina del 21 febbraio 2002 e la portò nella villetta che la famiglia del giovane stava costruendo. I due ragazzi litigarono e lei chiese al compagno di sposarla, dopo avere avuto con lui un rapporto sessuale. Un episodio che gli aveva procurato precedentemente la denunzia per violenza carnale, da cui poi era stato discolpato perché la ragazza ritrattò ogni accusa.

Nella villetta Ferdinando colpì con un pugno la ex fidanzata che finì per sbattere la testa contro uno spigolo. A quel punto, pensando che fosse morta la seppellì all'esterno dell'abitazione, in un punto in cui il padre di Lo Porto avrebbe dovuto costruire un muretto di cinta.

Il cadavere, però, venne straziato da alcuni cani randagi che avevano scavato proprio in giardino e ad accorgersi di Carmelina Sferrazza fu il padre del giovane parecchi giorni dopo la scomparsa della quindicenne. I carabinieri risalirono al ragazzo e nella sua abitazione trovarono anche videocassette in cui Lo Porto appariva mentre aveva rapporti con Carmelina Sferrazza in quella villetta in costruzione.