Maltrattamenti, guaiti di cani, sacchi maleodoranti e la segnalazione dei condomini al numero unico d'emergenza. Comincia così la storia dell'arresto di un 47enne ad Adrano, nel Catanese. Allertati dalla chiamata, la polizia è intervenuta la mattina di martedì 25 agosto per verificare e acquisire le dichiarazioni di alcune persone.
Il ritrovamento di un sacco maleodorante -
Alcuni residenti di una palazzina hanno riferito che uno dei condòmini era stato notato mentre maltrattava diversi cani che teneva in casa e che alcuni erano scomparsi, a distanza l'uno dall'altro, dopo essere stati sentiti guaire. Uno dei residenti ha riferito ai poliziotti di aver visto, poco prima del loro arrivo, il vicino di casa riporre un grosso e maleodorante sacco di plastica, di colore azzurro, accanto al portone, vicino ai bidoni destinati alla raccolta differenziata dell'umido: rinvenuto, era attorniato da una serie di insetti. Accanto, i poliziotti hanno notato fuoriuscire dell'acqua sporca da una grondaia della terrazza dell'appartamento dell'uomo.
Le due carcasse di cani -
Durante i controlli, i poliziotti hanno rinvenuto un ulteriore sacco, lasciato in un terreno incolto, adiacente all'immobile. Secondo quanto riferito dai residenti, ad abbandonarlo sarebbe stato sempre il 47enne qualche settimana fa. Per ispezionare il contenuto dei sacchi è stato chiesto l'intervento del personale sanitario del servizio veterinario del distretto di Paternò dell'Asp di Catania, presupponendo che vi fossero resti di animali. All'apertura ogni dubbio è stato fugato, accertando la presenza di due carcasse di cani.
Nello specifico, nel sacco blu è stato trovato un cane parzialmente dato alle fiamme, con una cintura per pantaloni stretta sul collo. La carcassa dell'animale è stata trasferita all'Istituto Zooprofilattico di Catania per i successivi accertamenti tecnici, su indicazione del medico veterinario dell'Asp. Nel secondo sacco, abbandonato nel terreno incolto, è stato rinvenuto un altro cane, in evidente stato di decomposizione.
Nel frattempo, i poliziotti avevano raggiunto il piano dell'immobile in cui si trova l'appartamento del 47enne. Pregiudicato, con precedenti penali per reati contro il patrimonio e la persona, era già stato sottoposto ad ammonimento del questore per atti di violenza domestica. L'uomo ha aperto la porta di casa e gli agenti hanno subito riscontrato lo stesso cattivo odore già avvertito in strada, ma ancor più sgradevole e intenso.
Nella terrazza è stata notata una vistosa quantità di acqua putrida che scorreva fino all'imbocco del tubo di scolo. Accanto al muro sono stati rilevati residui di combustione ancora parzialmente fumanti, delle colature di sostanza ematica e un palo in ferro, simile a quello utilizzato per fissare le recinzioni metalliche, sporco e con frammenti di peluria.
Al termine di tutti i riscontri, il 47enne è stato condotto in commissariato dove sono state rilevate delle pregresse problematiche di cui è risultato essere affetto e per cui è stato sottoposto a un consulto medico con il personale sanitario del Dipartimento di Salute Mentale di Adrano. Dopo la visita è stato ritenuto necessario attivare le procedure previste per il Tso e per il successivo ricovero nel reparto psichiatrico in ospedale. Per quanto appurato, l'uomo è stato denunciato dai poliziotti all'autorità giudiziaria in ordine al reato di uccisione aggravata di animali, ferma restando la presunzione d'innocenza dell'indagato valevole ora e fino a condanna definitiva.
Il ritrovamento di un altro cane, malnutrito -
Durante il sopralluogo davanti alla casa, gli agenti hanno notato gironzolare un cane meticcio di colore bianco, malnutrito e munito di collare. Al riguardo, sono state chieste informazioni ai residenti che hanno dichiarato come, anche in questo caso, l'animale fosse stato visto in compagnia del 47enne e, probabilmente, fosse scappato allo stesso, sempre in mattinata. Il cane è stato recuperato dal soccorso veterinario e, dopo gli opportuni accertamenti sulle sue condizioni di salute, è stato trasportato in un canile convenzionato con il Comune di Adrano.
Tutti e tre i cani, i due morti e quello ritrovato vivo, sono risultati muniti di microchip. Sono in corso le verifiche per accertare la realtà proprietà degli animali, in quanto il 47enne non è risultato essere l'intestatario dei microchip. Le attività d'indagine consentiranno di chiarire anche come l'uomo ne fosse entrato in possesso.