La morte dell'ex generale

Mladic, L'Aja risponde alla Serbia: "Le cure fornite superavano il minimo di standard internazionali richiesti"

Belgrado aveva sollevato dubbi sulle cause del decesso del "macellaio di Srebrenica", 84 anni, che stava scontava l'ergastolo per genocidio

© Afp

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Il tribunale dell'Aja risponde a Belgrado: le cure fornite a Ratko Mladić "superavano il minimo di standard internazionali richiesti". Lo ha riferito il Meccanismo internazionale residuo per i tribunali penali, che al contempo ha annunciato di non poter ancora specificare quando potrà essere consegnata alla Serbia la salma dell'ex generale serbo, noto come "il macellaio di Srebrenica" e morto a 84 anni mentre scontava l'ergastolo per genocidio.

Indagine in corso -

 Al momento non è nemmeno possibile "fornire dettagli sulle circostanze della sua morte", poiché l'indagine ordinata dalla presidente del massimo organismo giudiziario internazionale, Graciela Gatti Santana, e affidata al giudice Ian Bonomy, è ancora in corso e non si sa quando sarà ultimata. L'apertura dell'inchiesta rappresenta il protocollo standard previsto dallo statuto del Meccanismo e dal regolamento sulla detenzione ogni volta che un detenuto muore sotto la custodia dell'unità di detenzione delle Nazioni unite. I risultati di tale indagine saranno forniti alla presidente "non appena ragionevolmente possibile".

Tempi incerti -

 Una locuzione, quest'ultima, che non fissa alcuna scadenza, rendendo quindi incerta la data del completamento dell'indagine stessa e quindi della restituzione dei resti di Mladić. Tanjug, agenzia di stampa serba, scrive di aver ricevuto risposta dal servizio stampa dell'Aja che "fino al termine dell'indagine, i dettagli della morte di Mladić sono considerati riservati, motivo per cui il Meccanismo non è in grado di fornire ulteriori informazioni".

"Garantite tutte le cure" -

 La presidente del Meccanismo, tuttavia, ha valutato che le cure mediche e l'assistenza umana fornite a Mladić nell'ospedale del carcere, compreso l'aiuto nelle attività quotidiane, "superavano di gran lunga il minimo richiesto dagli standard internazionali". Era stata la stessa Serbia, per mezzo di alcuni rappresentanti del governo, a sollevare dubbi sulle cause del decesso dell'ex generale, a cui Belgrado ha annunciato di voler concedere funerali con tutti gli onori di Stato e militari una volta ricevuta la salma.

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