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Venezia, da disoccupato a star dei social: Ken Lee, "l'uomo più veloce del mondo"

Stefano Nobile, 48 anni da Mestre, spopola sul web: i suoi video, mix di rapidità di movimenti e arti marziali, collezionano milioni di visualizzazioni

© Instagram |  Stefano Nobile

© Instagram|  Stefano Nobile

Se durante il lockdown del 2020 vi siete limitati a sfornare pane fatto in casa e a guardare serie tv, sappiate che c'è chi ha usato quel tempo per violare le leggi della fisica. E per riscrivere la propria storia. È il caso di Stefano Nobile, 48enne di Mestre (Venezia), che fino a qualche anno fa passava le sue giornate a spiegare tariffe telefoniche ai clienti e che oggi, con lo pseudonimo di Ken Lee, è diventato non solo l'incubo di chiunque osi sfidarlo a un duello di riflessi, ma anche un vero e proprio idolo del web. La sua peculiarità? La rapidità di movimenti. Così folle da esser(si) ribattezzato "l'uomo più veloce del mondo".

Una storia di riscatto -

 La parabola di Stefano comincia nel modo più drammatico e comune possibile durante l'epoca Covid. La pandemia si porta via il suo lavoro da commesso, ma mentre il resto del mondo sonnecchiava sul divano, Stefano si è guardato allo specchio e ha avuto un'illuminazione. Unendo anni di pratica giovanile di karate e kung fu a una quantità di tempo libero decisamente insolita, ha iniziato ad allenare le mani con un solo obiettivo: massimizzare la velocità dei movimenti.

Ken Lee, tra fumetti e realtà -

 Nasce così Ken Lee, un doppio tributo a Ken Shiro (l'eroe dei fumetti) e Bruce Lee, l'uomo che ha fatto delle arti marziali un vero culto. Il debutto sui social parte piano, ma neanche troppo. Complice la pandemia, infatti, non è solo Stefano a passare tanto tempo davanti allo schermo del telefono. E infatti il suo primo video, caricato quasi per gioco, riceve 20 milioni di visualizzazioni in pochi minuti: "Giusto il tempo di pubblicarlo, andare in bagno e tornare", racconta lui sulle pagine del Gazzettino ripercorrendo la propria storia.

I dubbi e le risposte -

 È l'inizio di tutto. Stefano pubblica video su video in cui muove le braccia a una velocità tale che l'occhio umano percepisce solo una scia confusa, simile a quella di un cartone animato giapponese. Ovviamente però, il web è un posto diffidente per natura, e i primi dubbi arrivano immediatamente. La prima reazione della comunità è unanime e pensa a qualche trucchetto. Ma Ken Lee, senza scomporsi troppo, inizia a sfornare prove scientifiche inconfutabili. E per dimostrare l'autenticità dei propri riflessi, riprende a registrare le sue performance in contesti quotidiani e incontestabili, con tanto di cronometro appoggiato sul tavolo a dimostrazione della propria buona fede.

Monete e... mollette -

 Comincia così ad afferrare monete al volo, a colpire oggetti a un millimetro dai volti di amici terrorizzati (ma consenzienti) e, soprattutto, introduce il suo personalissimo marchio di fabbrica: il gioco delle mollette. Il regolamento è semplice. C'è un tavolo, ci sono delle mollette e c'è la mano di Ken Lee che si abbatte su di esse come un fulmine. Apoteosi. Il web apprezza non solo il format, semplice ma efficace, ma soprattutto il personaggio. Che è tutto fuorché il classico supereroe. Ma anzi, rinunciando a fattori estetici e fisici d'eccezione, Stefano incarna esattamente i canoni dell'uomo medio in cui ognuno di noi può rivedersi. E la formula è vincente.

Numeri da capogiro -

 A dirlo sono i numeri anni. In pochi anni di attività Stefano/Ken, diventato nel frattempo "l'uomo più veloce del mondo", conta oggi oltre 3 milioni di follower su TikTok, cui si sommano tutti gli altri fan su Instagram, Facebook e Youtube. E se pensate che la sua fama sia rimasta confinata entro i confini nazionali vi sbagliate di grosso. Perché Ken Lee è una star internazionale, seguita sui social anche da personaggi dello sport e dello spettacolo di tutto il mondo. Una visibilità che gli è valsa anche la ribalta sul piccolo schermo, con ospitate in svariati programmi tv e grandi marchi che bussano alla sua porta.

Sogni nel cassetto -

 Nonostante i riflettori accesi all'improvviso, Stefano resta umile, come il più classico dei commessi di provincia, anche se nel suo personalissimo cassetto ci sono due sogni: "Vorrei che Ken Lee diventasse un brand di abbigliamento. E poi mi piacerebbe fare un film". Mica poco per chi, pochi anni fa, si era ritrovato a ripartire da zero. E che, proprio con quelle mani rimaste vuote da un giorno all'altro, ha saputo riscrivere il proprio futuro.

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