La vicenda

Bari, viaggiava con tre missili da guerra nel furgone: arrestato un francese

Dopo un controllo di routine, il 46enne è finito nei guai per un trasporto di armi. L'avvocato: "È stato autorizzato dal ministero della Difesa di Parigi"

© Istockphoto

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Viaggiava con tre missili da guerra nascosti nel furgone. Ma dopo un controllo di routine sono iniziati i guai per un cittadino francese, 46enne, che è stato fermato al porto di Bari perché trasportava armi sul suo mezzo. Il fermo del 46enne è stato disposto dalla Guardia di Finanza il 9 giugno scorso, di cui si è avuto notizia solo il 26 agosto.

Il trasporto di armi -

  Era sbarcato al porto di Bari da una nave proveniente da Patrasso, in Grecia. Qui è stato beccato dai militari mentre trasportava sul suo furgone cinque contenitori destinati al trasporto di armi: al loro interno c'erano tubi di lancio e missili, fra cui tre Akeron, potenti missili anticarro prodotti dal 2017 dall'azienda francese MBDA. L'uomo ha sin da subito sostenuto di essere un autista della MBDA France, la sezione francese del gruppo europeo MBDA leader nella progettazione e produzione di missili e altri sistemi da combattimento. Il 46enne, infatti, ha racconto di essere stato incaricato dall'azienda transalpina di trasportare le armi dalla Francia alla Grecia, dove la società Altus LSA avrebbe dovuto occuparsi di alcuni interventi di riparazione. Al fermo nel porto di Bari, Normand stava facendo ritorno in Francia.

Il fermo -

  A sostegno di questa versione, l'uomo ha presentato documenti commerciali, mail, fatture e un'autorizzazione rilasciata nel 2025 dal ministero della Difesa francese a Mbda France per operazioni riguardanti materiale bellico. Ma il giudice per le indagini preliminari ha riconosciuto diverse incongruenze: innanzitutto era sprovvisto delle autorizzazioni richieste dall'Italia per il trasporto d'armi. E poi sono emerse discrepanze tra timbri e date. Per questo motivo, il gip ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere. 

La difesa -

   Attraverso una nota l'avvocato del cittadino francese ha dichiarato che "il trasporto oggetto del procedimento era pienamente autorizzato dal ministero della Difesa francese ed era destinato a una base Nato in Grecia. Il materiale trasportato è composto da modelli inerti, privi di qualsiasi capacità offensiva. La società Mbda France ha fornito documentazione tecnica e giuridica che chiarisce integralmente la regolarità dell'operazione".  Da oltre due mesi e mezzo, il 46enne è in carcere e si dichiara estraneo a qualsiasi condotta illecita. Il 46enne, ha aggiunto l'avvocato Schino, "ha sin dall'inizio collaborato spontaneamente con le autorità. La difesa confida nel lavoro della magistratura barese, che sta conducendo i necessari approfondimenti".

Le linee blu -

 Al momento del controllo, il camionista aveva fornito tre lettere di vettura internazionale, "riportanti - si legge nel verbale di sequestro - diciture generiche in lingua francese e nessuna packing-list". Nei cinque contenitori i militari hanno trovato altrettanti sistemi d'arma anticarro. In particolare, un tubo di lancio privo di missile, un altro tubo con un missile da istruzione inerte e privo di guida, propulsione e testata, altri tre con missili Akeron. Sui tubi di lancio c'erano bande blu identificative, secondo gli standard Nato, di munizionamento "da addestramento" e, di conseguenza, privo della componente detonante. La successiva ispezione, però, avrebbe rivelato che sotto il nastro blu c'era la colorazione Nato giallo/nero che identifica munizionamento "ad alto esplosivo". Il 46enne è quindi finito in carcere per introduzione non autorizzata di armi da guerra.

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