
Il grande paradosso del gpl: il carburante "rifugio" chiesto dagli italiani... ma fuori dai progetti futuri
Solo in luglio le auto a gpl sono state le terze più vendute in Italia, eppure il mercato non segue questi trend: "Se ne producono sempre meno"

È sufficiente riavvolgere il nastro di qualche mese, prima del 28 febbraio 2026, per scattare una fotografia completamente diversa del mercato dell'auto. L'elettrica, forte degli incentivi governativi, viaggiava a gonfie vele, così come le ibride. Le vetture a benzina erano la solita roccaforte, mentre il gpl sembrava scivolare sempre di più nel dimenticatoio. Rinnegato dalle misure Ue, che avevano messo fretta ai produttori per il raggiungimento di obiettivi "green", era stato progressivamente abbandonato dalle case che ne avevano fatto uno dei loro business di punta. In cinque mesi, una guerra in Medio Oriente e il mercato del greggio in tilt sono stati una doccia fredda. I prezzi di benzina e gasolio hanno prima iniziato a correre, poi a volare oltre i 2 euro al litro. L'elettrico è esaurito l'impulso degli incentivi e sembra ora essersi normalizzato su ritmi ben più bassi di quelli registrati nella prima parte del 2026. E il gpl si comporta come una vera e propria eccezione.
I dati di luglio: gpl più di elettrico e diesel -
Secondo gli ultimi dati dell'Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri (Unrae), a luglio 2026 le auto a gpl sono state le terze più vendute, dietro solo a ibride elettrice (Hev) e vetture a benzina. Le statistiche parlano di 13.301 vendite, in crescita di quasi mille unità rispetto a 12 mesi prima e con una quota sul totale del mercato del 10,6%. Numeri che, nel solo mese di luglio, permettono al gpl di doppiare (o quasi) sia il diesel che le elettriche "pure". E tutto prima che ci fosse una nuova, ulteriore, impennata dei prezzi dei due carburanti più classici.
La situazione ai distributori: i "prezzi stracciati" del gpl -
Ma cos'è che spinge così tanto il mercato del gpl in Italia? Un fattore sicuramente non secondario è il costo del pieno, molto meno soggetto al peso fiscale di accise e Iva. Facendo un rapido confronto tra febbraio, l'ultimo mese pre-conflitto in Iran, e agosto i vantaggi sono lampanti. Il gasolio è il carburante che ha subito la crescita più marcata, partendo da 1,665 euro al litro di media e toccando i 2,137 euro per un aumento del +28,3%. Numeri non molto dissimili dalla benzina che, grazie al +22% registrato, si è lasciata alle spalle il prezzo di 1,63 euro al litro arrivando a 2,017. Il gpl in tutto questo è la vera pecora nera: nonostante una prima impennata tra aprile e maggio, il costo del gas di petrolio liquefatto si è progressivamente normalizzato. E così, dai circa 70 centesimi al litro di febbraio, ora se ne spendono 7,4: una crescita del +7,32%.
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Come sono variati i prezzi del gpl negli ultimi mesi, secondo un'elaborazione del ministero dei Trasporti
Il gpl come "carburante rifugio" -
È forse alla luce di questi due dati che si può leggere la maggiore convinzione con cui gli italiani hanno lasciato perdere l'elettrico puro per tornare a guardare al gpl come ottima opzione. O, meglio, come "carburante rifugio". Il fatto è, in poche parole, che il gas di petrolio liquefatto ha una caratteristica che gli altri carburanti non hanno: è prevedibile. Peccato che si muova in un mercato, come quello dell'auto, che è l'esatto opposto. "La situazione è davvero volatile", spiega a Tgcom24 Gian Franco Soranna, direttore di Federauto. E peccato che da tempo per i produttori di auto il gpl è diventato poco più di un intruso.
Il freno dalle norme Ue, Feredauto: "Sempre meno auto a gpl" -
Non è un sentore o una sensazione, bensì una chiara ammissione da parte delle case automobilistiche. Si prenda ad esempio la Dacia, leader del mercato per il gpl, che ha già annunciato lo stop alla produzione di vetture a gpl a partire dal 2030. Il motivo? La regolamentazione europea, che ha chiesto ai costruttori di ridurre del 55% le emissioni della propria gamma rispetto al 2021. Questo significa ovviamente puntare su veicoli a zero emissioni e al contempo lasciar perdere le soluzioni a basse emissioni, che diventano molto meno strategiche. Il gpl, appunto, che in questa progettualità non è né carne né pesce. "La produzione di auto a gpl ha subito una fortissima battuta d'arresto", spiega Soranna. "Se ne producono sempre meno".
E così ci si trova travolti da due correnti di direzione opposta. Da una parte, una situazione economica e geopolitica che ha reso muoversi in auto un salasso e in cui sembra che il gpl sia l'unica opzione ancora abbordabile. Dall'altra, il mercato che ha spinto proprio il gpl fuori dai suoi schemi e dai suoi programmi futuri. Sebbene il mercato vada sempre a cicli e, come puntualizza Gian Franco Soranna, sia "sempre imprevedibile".