
Se il gasolio è caro come champagne, l'auto diventa elettrica (anche ibrida) e parla cinese
In Europa un'auto nuova su quattro è elettrica | Leapmotor vola del 294%

Caro come lo champagne o un profumo di nicchia, il gasolio è il nuovo bene di lusso dell'estate 2026: sulla rete autostradale ha toccato i 2,208 euro al litro, con picchi oltre i 3 euro per la variante supreme e la benzina a 2,092 euro in modalità self service. Un conto assai salato a fine stagione: secondo Confesercenti per il pieno gli italiani stanno spendendo 1 miliardo e 800 milioni in più rispetto allo scorso anno. Non stupisce quindi che gli automobilisti di tutta Europa siano a caccia di alternative, tra cui il cambio del veicolo in favore di uno elettrico: a luglio il mercato continentale ha visto le vendite di auto elettriche crescere del 51% rispetto all'anno scorso. E di tutti i nuovi mezzi immatricolati, uno su quattro è stato proprio a batteria. A tutto vantaggio dei marchi cinesi, che hanno visto raddoppiare i loro volumi, con una quota di mercato che si attesta ora sull'11,2%.
Come va l'auto in Europa -
A luglio 2026 le immatricolazioni in Europa sono cresciute del 4,1%, mentre nei primi sette mesi del 2026 l'aumento è stato del 5,7%, secondo i dati preliminari Dataforce relativi a Unione europea, Regno Unito, Islanda, Norvegia e Svizzera. Il dato complessivo, tuttavia, nasconde una trasformazione molto più radicale: le auto elettriche hanno registrato un balzo del 51% rispetto a luglio 2025, arrivando a rappresentare il 25% del mercato.
Da gennaio la crescita è del 37%. Le plug-in hybrid sono aumentate del 15% nel mese e del 24% nei primi sette mesi, mentre le full hybrid hanno segnato rispettivamente +9% e +14%. La corsa all'elettrificazione avviene mentre il costo dell'energia torna a essere una variabile centrale per famiglie e imprese: secondo l'IEA, la crisi delle forniture e gli elevati prezzi dei carburanti stanno già riducendo la domanda mondiale di petrolio, mentre le tensioni in Medio Oriente e gli attacchi alle infrastrutture energetiche russe mantengono sotto pressione il mercato dei prodotti raffinati.
Parallelamente avanza la Cina: a luglio i marchi cinesi hanno raggiunto una quota record dell'11,2% del mercato europeo, con vendite in aumento del 107% rispetto allo stesso mese del 2025. Leapmotor cresce del 294%, Xpeng del 270%, Chery – considerando anche Omoda e Jaecoo del 202%, mentre BYD, insieme a Denza, segna +150%. Geely aumenta le vendite del 21%, ma il suo marchio principale passa da appena 168 immatricolazioni nel luglio 2025 a 4.508 un anno dopo.
Il contrasto con una parte dell'industria tradizionale è brutale: Mercedes-Benz cresce del 4,7%, Toyota del 2,3%, Stellantis del 2% e BMW Group dell'1,7%, tutti a ritmi inferiori o appena allineati al mercato. Ford perde il 16%, Hyundai-Kia l'8,5%, Nissan il 5,8%, Volkswagen il 3% e Tesla il 36%. Tra i marchi europei, invece, crescono Fiat (+25%), Citroën (+16%) e Renault (+11%), favorite anche dalla maggiore offerta di modelli accessibili.
La fotografia europea suggerisce insomma due dinamiche intrecciate: da un lato la progressiva elettrificazione del parco venduto, dall'altro l'irruzione di costruttori cinesi capaci di crescere rapidamente, complici i prezzi competitivi che i brand del Dragone possono offrire grazie ai sostegni economici che arrivano dal governo di Pechino.
Italia, meno elettriche pure dopo gli incentivi ma boom delle ibride -
In Italia il quadro è più articolato. A luglio sono state immatricolate 123.887 automobili nuove, 4.587 in più rispetto allo stesso mese del 2025, per una crescita del 3,84%, e questa sicuramente è una buona notizia. Nei primi sette mesi dell'anno il mercato ha raggiunto 1,07 milioni di vetture, con un aumento del 9% e oltre 88.000 targhe aggiuntive. Dataforce prevede tuttavia una chiusura del 2026 più moderata, a 1,605 milioni di immatricolazioni e con una crescita del 4,5%.
La principale differenza rispetto all'Europa riguarda le elettriche pure: le BEV crescono del 27,6% rispetto a luglio 2025, ma la loro quota di mercato scende al 6,1%. Le 7.605 immatricolazioni di luglio sono circa la metà delle 15.292 registrate a giugno, quando era ancora evidente l'effetto delle consegne di vetture acquistate con gli incentivi di fine 2025. La quota passa così dal 10,36% al 6,14%. Il confronto con l'Europa, dove le elettriche arrivano al 25% del mercato, resta quindi molto ampio.
A correre sono invece le ibride: a luglio full hybrid e plug-in hybrid raggiungono insieme il 27,3% del mercato, con una quota del 17,2% per le HEV e del 10,1% per le PHEV. Le immatricolazioni delle plug-in crescono del 41,1% e quelle delle full hybrid del 31,6%. Considerando anche le elettriche pure, le motorizzazioni full hybrid, plug-in ed elettriche arrivano al 33,5% delle nuove targhe.
Il GPL cresce del 10,8% e torna al 10,7% del mercato, mentre la benzina scende al 44,7% e il diesel all'11,1%, con un calo delle nuove immatricolazioni diesel del 27,3%.
Anche sul fronte dei marchi l'Italia conferma la crescente pressione competitiva cinese: BYD è ormai stabilmente nella Top 10, con una quota di mercato del 3,6%, e a luglio supera le 4.000 immatricolazioni mensili, più che raddoppiando i volumi rispetto a un anno prima. Leapmotor, pur rallentando dopo l'esaurimento dell'effetto incentivi, continua a crescere, mentre Omoda e Jaecoo sono indicate da Dataforce tra le performance più significative.
Il mercato italiano, dunque, non replica ancora il boom europeo delle BEV, ma sta cambiando la composizione delle alimentazioni. Se in Europa l'elettrico puro è già una quota di massa, in Italia il passaggio sembra avvenire soprattutto attraverso l'ibrido, con una domanda più sensibile ai prezzi d'acquisto, agli incentivi e alle condizioni fiscali. In questo spazio si inseriscono i costruttori cinesi, che possono competere sia nell'elettrico sia nelle altre motorizzazioni, aumentando rapidamente visibilità e quote.