Xi Jinping attiva la macchina dei soccorsi

Tibet, improvvisa colata di fango: recuperati 157 corpi, dispersi 579 turisti | Due italiani coinvolti, Tajani: "Stanno bene"

Soccorsi al lavoro nel tentativo di rintracciare i dispersi e metterli in salvo, dopo che una improvvisa alluvione ha travolto ampie parti di una contea

Sono stati recuperati almeno 157 corpi dalle macerie dopo la devastante frana che ha colpito la contea di Gyirong, nei pressi della città di Shigatse in Tibet, al confine tra Cina e Nepal. Ci sarebbero ancora centinaia di dispersi, tra cui 579 turisti. La catastrofe naturale sarebbe stata causata da una combinazione di un'alluvione lampo e una colata di fango e ghiaccio. Inutile la fuga disperata di uomini, donne e bambini che si trovavano nei pressi della frana. Del totale dei dispersi 466 sono cittadini stranieri provenienti da 28 Paesi diversi: 113 dei turisti dispersi sono nepalesi, 54 sono statunitensi e il numero dei cittadini britannici dispersi rimane fermo a 33. Il presidente cinese, Xi Jinping, ha ordinato di fare tutto il possibile per cercare e soccorrere le persone disperse. Secondo un portavoce, la portata dei danni "è stata oltre ogni immaginazione". 

Farnesina: "Stiamo verificando coinvolgimento di italiani" -

 "Stiamo verificando l'eventuale presenza di italiani nella zona della frana". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Meeting di Rimini. Stando al database della Farnesina, sarebbero circa 90 i connazionali residenti tra Nepal e Tibet. Dopo poche ore, il ministro Tajani ha aggiunto che sarebbero due gli italiani coinvolti: "Sono in buone condizioni, vengono assistiti dalla nostra diplomazia e li aiuteremo a rientrare quando riterranno opportuno, non abbiamo notizie di altri italiani coinvolti".

Almeno 579 turisti dispersi: ecco da dove arrivano -

 Secondo l'ultimo aggiornamento dell'Ente del turismo del Nepal, risultano ancora disperse 579 persone, tra cui 113 nepalesi e 466 stranieri Secondo la Bbc, si ritiene che gli stranieri provengano da almeno 28 Paesi diversi, tra cui (oltre l'India), Stati Uniti e Gran Bretagna ci sarebbero persone dal Canada e dalla Malesia. Ma anche Bielorussia, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Israele, Lituania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Portogallo, Russia, Singapore, Sudafrica, Spagna, Ucraina, Giappone e Filippine. La maggior parte dei passeggeri era diretta a Mansarovar, vicino al confine tra India e Nepal.

Il terremoto scatenante e gli ordini di un "preoccupato" Xi Jinping -

 Stando alle prime informazioni, l'alluvione lampo sarebbe stata causata da un violento terremoto i alta montagna. Il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto di fare tutto il possibile per cercare e soccorrere le persone disperse, trasferire e sistemare gli abitanti minacciati dall'evento e accelerare le cure ai feriti, con l'obiettivo di ridurre al minimo le vittime. Ha inoltre ordinato di rafforzare il monitoraggio e gli allarmi, garantire che le operazioni di soccorso siano condotte secondo criteri scientifici e prevenire il verificarsi di disastri secondari. Ordini che, secondo l'interpretazione dei corrispondenti che seguono Pechino, tradiscono l'enorme preoccupazione del leader cinese di fronte a un incidente ritenuto "molto serio". 

Il premier Li Qiang ha, a sua volta, chiesto di verificare il numero delle persone disperse e organizzare le forze disponibili per le operazioni di soccorso, trasferire in modo tempestivo e ordinato le persone in pericolo e prevenire ulteriori disastri. Ha inoltre chiesto al ministero degli Esteri di rafforzare la comunicazione e il coordinamento con i Paesi interessati e di comunicare tempestivamente le informazioni per gestire congiuntamente le operazioni di soccorso. Su disposizione di Xi e Li, il vicepremier Zhang Guoqing si è recato sul posto con i responsabili dei dipartimenti interessati per guidare le operazioni di soccorso e gestione dell'emergenza. Le autorità del Tibet hanno mobilitato forze per le attività di ricerca e soccorso sul luogo del disastro.

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