Ora che finalmente sta per uscire anche nelle sale italiane Coyote vs Acme qualcuno può iniziare a pensare a un film sul film, raccontando l'Odissea produttiva della pellicola diretta da Dave Green. Forse era inevitabile, un'opera cinematografica incentrata sulle vicissitudini di Willie E. Coyote non poteva che ricalcarne la storia: come il protagonista infatti anche l'ultimo prodotto legato al brand Looney Tunes è dovuto sopravvivere a spettacolari disastri, che lo hanno portato a un passo dall'oblio. Fortunatamente però alla fine la piccola casa di distribuzione Ketchup Entertainment, con un investimento di appena 50 milioni di dollari, è riuscita a salvare il progetto trasformandolo nell'evento cinematografico di fine estate. Il tutto sfruttando ovviamente lo slogan meta-cinematografico "il film che la non volevano farvi vedere".
Un piccolo miracolo a Hollywood -
Il regista Dave Green non ci è andato per il sottile, definendo l'uscita del suo ultimo lavoro "un vero miracolo": "Dobbiamo ringraziare sinceramente i fan e ogni singola persona al mondo che si è espressa a favore del film", ha detto il regista, conscio che la lista sia ormai abbastanza lunga. Eppure il progetto era partito anni fa sotto i migliori auspici, con addirittura James Gunn (l'uomo che ha dato linfa nuova ai cinecomics) a fare da padrino al film. Era stato infattti proprio l'uomo messo dalla Warner Bros a capo dell'intero universo legato ai supereroi DC a scoprire Coyote vs. Acme, un articolo satirico apparso sul New Yorker nel lontano 1990. Nel pezzo di Ian Frazier si immaginava il personaggio di Willie E. Coyote intento a far causa all'Acme appunto, l'azienda che da sempre gli forniva i gadget per catturare l'agognato Beep-Beep. Uno spunto perfetto per diventare un film.
Tutto partì da un articolo -
La produzione partì rapidamente. Dave Green si unì al progetto, basandosi sulla sceneggiatura di Samy Burch (l'uomo che in seguito avrebbe ottenuto una nomination all'Oscar per May December di Todd Haynes). Gunn rimase come produttore e nome tutelare mentre il comico Will Forte venne scritturato come protagonista nel ruolo dell'avvocato di Wille E. Tutto sembrava pronto per regalare al pubblico un nuovo grande film dei Looney Tunes, dopo il flop commerciale e di critica di Space Jam: A New Legacy nel 2021. Poi però, nel momento esatto in cui sembravano maturi i tempi per far vivere al nostro Coyote il suo sospirato "giorno in pretura", qualcosa si bloccò.
La mannaia di Mr Zaslav -
Sul film cadde un'incudine gigantesca, grande quanto quelle della Acme che finivano di solito in testa al nostro sfortunato eroe. Era il 2023, la troupe si trovava ad Albuquerque in New Messico per ultimare le riprese quando arrivò dalla Warner un freddo comunicato: la macchina si fermava, non per qualche settimana ma piuttosto per sempre. La decisione era stata di David Zaslav, il nuovo amministratore delegato della Warner Bros. A seguito della fusione tra il colosso dei media e Discovery Inc., una delle priorità di Zaslav era la riduzione dei costi. E l'uomo non aveva paura di fare scelte impopolari, sacrificando sull'altare del bilancio persino pellicole già quasi ultimate. Aveva già condannato alla damnatio memoriae Batgirl e un nuovo film di Scooby-Doo. Non si sarebbe fatto certo problemi a lasciare in un caveau della Warner anche Coyote vs. Acme.
That's not all folks -
Produrre film e poi impedirgli l'uscita anche sulle piattaforme di streaming, questo era il modus operandi per ottenere quantomeno delle agevolazioni fiscali. "That's all folks" (è tutto gente), come diceva Porky Pig alla fine di ogni cortometraggio di Willie E. Coyote. "Ricordo di aver ricevuto una telefonata dal mio team che mi diceva che il film era stato testato quella settimana con il pubblico, e che i riscontri erano stati davvero ottimi, eravamo tutti felici ed entusiasti. Poi, il giorno dopo, ho ricevuto la telefonata che diceva: No, in realtà. Il film verrà accantonato. È stato come un colpo di frusta", ha ricordato al The Globe and Mail la co-protagonista umana della pellicola, Lana Condor. Non sembrava esserci più niente da fare. Come sempre in questi casi, si organizzò un'unica grande proiezione d'addio per il film, dedicata solo agli addetti ai lavori che avevano partecipato all'impresa. Doveva essere il funerale laico di Coyote vs Acme ma quella sera tutti si resero conto di aver lavorato a qualcosa di davvero buono, che non meritava di essere dimenticato.
Metteteci sopra un po' di Ketchup -
Quello che i dirigenti non avevano considerato era che ormai in tanti sapevano dell'esistenza di quel film e, cosa più importante, c'era tanta gente che voleva vederlo. Si poteva cancellare Batgirl, un film di cui nessuno sentiva il bisogno, ma non Coyote vs Acme. Chi aveva partecipato a quell'impresa alimentò la fiamma, non smettendo mai di parlarne a Hollywood e non, al punto da arrivare a creare un certo interesse globale su internet. Tale buzz venne colto dalla Ketchup Enterteiment che, a questo punto, fiutò l'affare e per soli 50 milioni di dollari si garantì i diritti di distribuzione di una pellicola di fatto già pronta. Andava solo promossa. La casa di produzione oltretutto poteva approcciarsi all'operazione prendendo spunto da un precedente recente, quello di Un'avventura spaziale - Un film dei Looney Tunes, altra pellicola sugli stessi personaggi acquisita dalla Warner quando quest'ultima non ci credeva più.
Quando l'arte imita la vita -
Un'avventura spaziale ebbe la sfortuna di non avere un grosso traino e venne promossa anche pochino, arrivando a essere distribuita alla fine in un numero esiguo di sale. Ma stavolta la situazione appariva molto diversa. Non solo c'era già attesa per Coyote vs Acme ma si poteva sfruttare anche la sua particolare storia produttiva come veicolo pubblicitario. Di fatto la pellicola si vendeva quasi da sola: un film dove il protagonista doveva battersi in tribunale contro una grande multinazionale era la perfetta metafora di un prodotto che aveva dovuto lottare persino negli studi legali pur di uscire. "Penso che bisognerebbe essere ciechi per non cogliere l'ironia", dice oggi Condor ridendo. "Ho avuto diverse conversazioni in merito, sostenendo che questo film è un ottimo esempio di come l'arte imiti la vita". Ketchup ovviamente non si lasciò sfuggire di fare ironia sulla cosa, presentando anche nei trailer il film come quello che "la Warner non voleva che tu vedessi".
A questo punto vogliamo anche Skate Jam -
Alla fine tutto è andato per il meglio e persino Willie E. Coyote per una volta è stato salvato dall'ennesima caduta nel profondo crepaccio. Per giunta il film, che da noi uscirà il 2 settembre, in America è già uscito raccogliendo pareri entusiastici. A questo punto si può davvero sognare, magari qualcuno ripescherà addirittura il progetto accantonato di un film ibrido tra cartone animato e live-action dei Looney Tunes a tema skateboard (l'idea c'era ed era intitolata con poca fantasia Skate Jam). Intanto il pubblico può godersi la propria vittoria, ammirando un inedito Willie E. Coyote in uno strambo remake di La parola ai giurati. Perché per una volta no, "non era tutto, gente", come qualche dirigente di Hollywood aveva voluto farci credere.