"È dura ogni giorno. Si sopravvive, ma parlarne per me è quasi una terapia". C'è tanta emozione e infinita sofferenza nelle parole di Massimo Ciarpella, il papà di Giordano, il piccolo di soli 4 anni che nel 2016 perse la vita nel terremoto nel Centro Italia, di cui oggi ricorre il decimo anniversario. Giordano era in vacanza a Pescara del Tronto, frazione di Arquata (Ascoli Piceno), a casa dei nonni materni con la sua famiglia. Avrebbero dovuto fare rientro a casa, a Roma, due giorni dopo. Ma a casa non è mai tornato.
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Il terremoto del 2016 si è portato via il piccolo Giordano -
Quella notte dormiva al piano di sopra dell'abitazione assieme a nonna Amelia e al nonno. Alle 3.36 la terra tremò. Il piano superiore dell'abitazione letteralmente si sgretolò portandosi via per sempre Giordano e la nonna. I genitori, e la sorellina più grande, che dormivano al piano di sotto, si salvarono per miracolo. Anche il nonno si salvò.
Il ricordo del papà -
"Ricordo tutto di quella notte. Ricordo che la casa era praticamente distrutta. Io, mia moglie e nostra figlia siamo riusciti a uscire da un piccolo varco che si era creato tra le macerie. Sentivo mio suocero che chiamava e mi sono messo subito a scavare a mani nude. Cercavo lui, cercavo Giordano, mia suocera, nel buio della notte. Quando ho trovato mio figlio sono corso dai soccorritori. Hanno provato in tutti modi a rianimarlo ma non c'è stato nulla da fare. Da allora sopravviviamo. Oggi sono dieci anni e le ricorrenze sono sempre difficili, ma la verità è che è dura ogni giorno".
L'associazione -
La tragedia di quella notte ha stravolto per sempre la famiglia romana. Che nel dolore e nella disperazione ha provato comunque a far nascere qualcosa di speciale. Si chiama "Insieme a Giordano" ed è una associazione che si occupa di dare aiuto ai minori che si trovano in condizioni svantaggiate per problemi di salute, sociali, economici o familiari. "Io e mia moglie abbiamo cercato così di incanalare la rabbia e la sofferenza trasformando il dolore in amore. Per i bambini che hanno bisogno di aiuto organizziamo eventi, raccolte fondi e iniziative solidali. È il nostro modo di vivere oggi Giordano".
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La casa per famiglie -
"Sempre nell'ambito di questo progetto due anni fa il Comune di Roma ci ha assegnato anche una casa sequestrata alla criminalità che oggi ospita le famiglie dei bambini e dei ragazzi che hanno bisogno di terapie mediche in città: "La Casa di Giordano". Una esperienza che ci assorbe completamente e che ci restituisce tantissimo in termini di emozioni, amore, solidarietà" spiega.
Una nuova gioia in famiglia -
"E poi c'è Santiago - conclude papà Massimo. Lui è nato dopo il terremoto del 2016. È la cosa più bella che ci è capitata da allora. La sua presenza ci ha ridato voglia di fare cose, nuova energia. Spesso quando lo guardo mi sembra di rivedere Giordano, anche se nessuno potrà mai sostituirlo".