
Terremoto Centro Italia, Mattarella: "Ripristinare la normalità il prima possibile" | Zuppi: "Basta promesse, ora lavoro"
Nel decennale della prima scossa tra Accumoli e Arquata del Tronto, Mattarella e Meloni commemorano le 299 vittime e sollecitano la ricostruzione

"Il risanamento è un percorso, non privo di complessità, che richiede l'impegno di essere ultimato nel più breve tempo possibile". Questo il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione sul terremoto che nel 2016 colpì i territori di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. "È un richiamo alla responsabilità collettiva di ripristinare quella normalità che è stata spezzata nei territori colpiti da questa tragedia".
Mattarella: "Necessario potenziare meccanismi di prevenzione" -
"La notte del 24 agosto di dieci anni addietro, il violento terremoto che ebbe epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto, nel cuore dell'Appennino centrale, colpì numerosi comuni tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, a cui seguirono ulteriori sequenze sismiche fino agli inizi del 2017", si legge nella dichiarazione. "Con il suo bilancio di 299 morti, 365 feriti e più di 40mila sfollati, quel terremoto - delle cui devastazioni Amatrice è divenuta simbolo - costituisce una pagina drammatica della storia della Repubblica e funge da monito costante sulla necessità continua di potenziare i meccanismi di prevenzione e intervento da attuare al verificarsi dei fenomeni sismici a cui è soggetto il nostro Territorio".
Zuppi durante la messa: "Tragedia che ancora dura, bisogna lavorare tutti" -
"La tragedia è iniziata quella notte ma dura sempre: solitudine, spaesamento, distacco forzato dalla propria comunità. Oggi sappiamo che il percorso è ancora lungo, ma sappiamo anche che c'è futuro. Rinascere". Così il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, durante la messa presso l'area Sae di Pescara del Tronto, ad Arquata del Tronto. "Non promesse, ma lavoro di tutti, ciascuno nelle proprie funzioni e responsabilità tutte importanti, con la forza di quella solidarietà che tanto ha consolato in quei giorni terribili".
Meloni: "Troppe false partenze, ma la direzione è cambiata" -
Anche la premier Giorgia Meloni, in un lungo post sui social, ha ricordato la "prima, terribile, scossa" che ha dato il via alla devastante sequenza sismica in Centro Italia. "Oggi rendiamo omaggio alla memoria delle 299 vittime del terremoto e torniamo a stringerci ai loro cari, in questa giornata di ricordo e commemorazione. In questi dieci anni sono state tante le difficoltà. Troppi rinvii e false partenze hanno impedito che la ricostruzione potesse procedere rapidamente", ha scritto Meloni.
"Il Governo ha raccolto questa responsabilità e ha lavorato, con costanza e determinazione, affinché potesse concretizzarsi un deciso cambio di passo. I dati testimoniano che la direzione è cambiata, sia per quanto riguarda i contributi concessi e già liquidati per la ricostruzione privata, sia per quello che concerne la ripresa degli investimenti per la ricostruzione pubblica, per troppo tempo rimasta bloccata. In questo cammino sono tornati a splendere anche alcuni dei simboli più significativi e identitari del territorio. Come la Basilica di San Benedetto a Norcia, quasi completamente distrutta dalla scossa del 30 ottobre 2016". Per la presidente del Consiglio, "molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. E per questo non abbiamo intenzione di fermarci. L’obiettivo rimane comune e condiviso: vincere la sfida della rinascita dell’Appennino centrale".