Affinché i prezzi del gasolio e della benzina schizzino ancora di più in alto - si parla di quasi 20 centesimi al litro - ormai manca poco. Per la precisione due giorni. Con il decreto interministeriale firmato dai ministri dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, il governo ha spostato l'ora X dei carburanti dalla mezzanotte di lunedì 24 a quella di mercoledì 26. E poi? Questo il maggiore interrogativo che l'esecutivo si sta ponendo, con l'obiettivo di salvare il controesodo estivo.
La micro-proroga e i prezzi medi -
Al momento è in vigore una proroga ultra-breve del taglio delle accise fino a mercoledì, che lascia dunque scoperto il weekend da bollino rosso sulle strade e autostrade italiane per il controesodo. A Palazzo Chigi si lavora quindi a soluzioni di più ampio respiro.
Secondo l'osservatorio del ministero delle Imprese, il listino del self service in autostrada recita un prezzo medio di 2,13 euro al litro per il diesel e di 2,010 per la benzina. Un ulteriore rincaro di 17 centesimi, come si attende allo scadere del taglio delle accise, peserebbe sulle tasche degli italiani per quasi 10 euro ogni 50 litri di rifornimento. Una situazione da scongiurare per il governo, che valuta di varare un nuovo provvedimento. Non prima, però, di aver trovato le coperture necessarie.
Le prossime mosse del governo: caccia alle risorse in Cdm -
Il nodo da sciogliere al più presto per l'esecutivo è proprio quello delle risorse, o meglio della carenza di risorse. La micro-proroga di due giorni sarà coperta, come da decreto, dal meccanismo delle "accise mobili". In poche parole, saranno finanziati almeno in parte dai maggiore gettito Iva che nel mese di luglio è stato generato grazie all'aumento dei prezzi. L'extragettito non può bastare, però, per una misura più stabile nel tempo: il governo dovrà riunirsi in Consiglio dei ministri e varare, come fu a inizio agosto, un vero e proprio decreto legge. Andando al contempo a individuare la sorgente delle decine di milioni (più probabilmente centinaia) che serviranno a coprire un nuovo taglio delle accise fino a inizio settembre. Nel provvedimento del 4 agosto, l'esecutivo si era affidata a decisi tagli delle spese ministeriali.
La mossa in Europa: "Tassare extra-profitti petroliferi" -
Intanto la questione del caro carburante è rientrata prepotentemente a occupare anche il tavolo europeo. L'Italia sarebbe stata infatti tra i sei Paesi Ue a proporre una tassa sugli extraprofitti a livello comunitario per le compagnie petrolifere, che stanno facendo affari d'oro da quando la crisi in Medio Oriente ha fatto impennare i prezzi. Oltre al ministro dell'Economia italiano, Giancarlo Giorgetti, tra i firmatari ci sarebbero anche gli omologhi di Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna. La proposta è stata annunciata dai sei Paesi in una lettera congiunta diretta al ministro delle Finanze dell'Irlanda, membro Ue che ha la presidenza di turno. Una misura simile potrebbe essere affrontata nella prima riunione disponibile tra i ministri delle Finanze, il mese prossimo.