La procura dei minori di Genova ha chiuso le indagini nei confronti dei tre giovanissimi accusati del delitto avvenuto la notte tra l'11 e il 12 aprile in piazza Palma, a Massa, dove Giacomo Bongiorni venne ucciso davanti al figlio di 11 anni e alla compagna. Per uno dei tre minorenni, un ex pugile di 17 anni difeso dal legale Nicola Forcina, attualmente, l'accusa è di omicidio volontario.
Le accuse per il branco -
Per quanto riguarda invece gli altri due minorenni, difesi dall'avvocato Alessandro Maneschi, l'accusa è di rissa aggravata dalla presenza dei minori e lesioni nei confronti del cognato di Bongiorni, Gabriele Tognocchi, anch'egli vittima dell'aggressione. Per i due maggiorenni del branco, difesi dai legali Enzo Frediani e Giorgio Furlan del foro di Massa, l'accusa di omicidio non è più aggravata da futili motivi. L'udienza per i maggiorenni è fissata al 24 settembre davanti giudice dell'udienza preliminare di Massa.
La brutale aggressione -
Bongiorni, ricordiamo, venne assalito dalla baby gang dopo aver richiamato quattro o cinque ragazzi che stavano lanciando alcune bottiglie contro una vetrina. Ci furono parole pesanti, poi una colluttazione, in cui il gruppetto uccise Bongiorni, che cadendo a terra batté la testa finendo in arresto cardiaco, e ferì gravemente Tognocchi. Il parapiglia fu ricostruito dai carabinieri di Massa anche con l'ausilio di immagini di telecamere oltre alle testimonianze.
Il figlio sotto shock -
Il figlio di Bongiorni, 11 anni, è ancora sotto shock: assistette alla scena, vide il padre finire a terra a causa dei colpi ricevuti alla testa e lo provò a chiamarlo più volte. Ma ormai il genitore stava morendo senza nessuna possibilità di recupero a causa di un'emorragia cranica massiva causatagli dall'aggressione.