Il pestaggio

Caserta, clochard ucciso a calci e pugni: arrestato cittadino di origini ucraine

A infierire su di lui sarebbe stato un cittadino di origini ucraine, poi arrestato dalla Guardia di finanza. Guido, la vittima, aveva attraversato una vita difficile

Aggredito e picchiato a morte senza alcuna pietà. Emergono nuovi e drammatici dettagli sulla morte di Guido, il clochard deceduto in ospedale lo scorso venerdì 21 agosto dopo una brutale aggressione avvenuta in piazza Sant'Anna a Caserta. Una piazza che chi vive quotidianamente descrive come teatro di continui disordini. A infierire su di lui sarebbe stato un cittadino di origini ucraine, poi arrestato dalla Guardia di finanza.

I fotogrammi -

 In questi giorni sui social network è stato diffuso un video nel quale si vede l'uomo discutere con un'altra persona prima di essere improvvisamente aggredito. Dalle immagini si vede l'uomo colpito con così tanta violenza a tal punto da finire a terra per poi essere raggiunto da una serie di calci alla testa e al torace. L'aggressore lo avrebbe quindi rialzato per sferrargli un ultimo, violentissimo pugno al volto. Una scena di inaudita ferocia, consumata mentre altre persone erano presenti.

La reazione -

 Per chi lo conosceva, Guido era un uomo che, dopo aver lavorato come cameriere, ha attraversato una vita difficile. Negli ultimi tempi viveva a Maddaloni e frequentava la mensa della chiesa di Nostra Signora di Lourdes. "Le immagini sono sconvolgenti. Non c'è nulla di umano in una violenza simile. Un uomo già duramente messo alla prova dalla vita è stato massacrato sotto gli occhi di altre persone che, stando a quanto emerge, non sono intervenute per fermare quella furia", ha dichiarato il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli sul suo profilo social.  Altrettanto sconvolgente, secondo l'onorevole "è la profonda indifferenza dei presenti che hanno assistito all'aggressione".

Sulla questione è intervenuto anche monsignor Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta: "Questa morte deve interrogare tutti. La comunità cristiana, le istituzioni, il mondo del volontariato e i cittadini. Ci chiede di non abituarci mai alla sofferenza che incontriamo nelle nostre strade, di non diventare indifferenti dinanzi alla solitudine, alla povertà e all'emarginazione. Dobbiamo fare ancora di più".

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