Mentre cresce l'allerta difterite in Sicilia, c'è un'altra malattia, fortunatamente meno grave anche se le complicazioni in particolare per anziani e fragili non sono escluse, che negli ultimi anni si sta affacciando in Italia. Parliamo dell'infezione da virus West Nile che in queste ultime settimane ha colpito diverse regioni italiane. In Sardegna l'allerta più significativa.
In provincia di Oristano infatti sono saliti a 21 i casi di West Nile. L'ultimo è un ultraottantenne che si trova attualmente ricoverato in ospedale. Tra i 21 contagiati si registra anche un decesso, quello di un ultranovantenne che aveva sviluppato la malattia. Ma contagi si registrano anche altre zone d'Italia: l'ultimo in ordine di tempo a Pescara dove una donna di 67 anni, nelle ultime ore, è stata ricoverata in ospedale nel reparto di malattie infettive.
West Nile, i dati dell'Istituto Superiore di Sanità -
Gli ultimi dati, diffusi il 20 agosto, nel bollettino della sorveglianza coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità, spigano che il virus al momento è stato accertato in 60 province di 16 regioni italiane: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.
I casi dall'inizio dell'anno -
I casi confermati segnalati nel nostro Paese dall'inizio dell'anno al 19 agosto, si legge nel bollettino, sono 312. Si registrano anche 13 decessi. Dei 312 casi, 156 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva, compreso un caso importato dalle Maldive. Altri 115 sono stati classificati come febbre da West Nile, tra cui un caso importato dal Burkina Faso, mentre 40 infezioni asintomatiche sono state individuate nei donatori di sangue. Tra i 13 decessi notificati, uno riguarda un caso importato.
Cresce la diffusione territoriale -
Se da una parte il confronto con lo stesso periodo dello scorso anno indica una diminuzione del numero di casi e di decessi (nel 2025 i casi erano 351 e i morti 22), dall'altra però si amplia la diffusione territoriale del virus (nello stesso periodo dello scorso anno le province interessate erano 52 in 15 regioni). "Nonostante il numero di casi sia inferiore a quello dello scorso anno, così come la letalità, il virus ormai circola stabilmente in quasi tutto il territorio nazionale, come dimostrano anche i casi riportati in donatori di sangue", sottolineano gli esperti di arbovirosi del Dipartimento di Malattie Infettive dell'ISS. Per gli esperti, il quadro conferma "la necessità di una sorveglianza e di un monitoraggio attenti e di una diagnosi precoce dei casi, anche per continuare a garantire la sicurezza di trasfusioni e trapianti".
Cosa è la febbre West Nile -
La febbre West Nile (West Nile Fever) è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv), un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.
I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri. La malattia, spiega il Ministero della Salute, non si trasmette da persona a persona e la maggior parte delle infezioni da WNV nell'uomo sono asintomatiche. In percentuale minore può comparire una sintomatologia simil-influenzale. Sintomi gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150) soprattutto negli anziani e nelle persone fragili.
Come proteggersi -
Non esiste un vaccino per la febbre West Nile. Attualmente sono allo studio dei vaccini, ma per il momento la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l'esposizione alle punture di zanzare. Pertanto è consigliabile proteggersi dalle punture ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente. I consigli in questo senso sono:
- usare repellenti e indossare pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto
- usare delle zanzariere alle finestre
- svuotare di frequente i vasi di fiori o altri contenitori (per esempio i secchi) con acqua stagnante
- cambiare spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali
- tenere le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono usate.