A far discutere, nelle ultime ore, è il caso di "Masha e Orso", la serie animata moderna russa, molto seguita in Italia ma anche all'estero, sollevato dalla ministra della Cultura ucraina Tetyana Berezhna. Secondo quest'ultima, il popolare cartone animato sarebbe "strumento di propaganda" del Cremlino. Dunque, a Kiev, la guerra approda anche sul piccolo schermo.
La sanzione -
L'Ucraina avrebbe sanzionato i produttori del celebre cartone animato. La decisione - come riporta Adnkronos - "crea le basi giuridiche per bloccare i contenuti in Ucraina e coinvolgere le piattaforme internazionali per limitarne la monetizzazione e la distribuzione".
Lo ha spiegato sulla piattaforma social X proprio la ministra della Cultura ucraina, spiegando che "non c'è posto per la propaganda russa sugli schermi dei bambini". Le sanzioni sarebbero state introdotte con un decreto firmato dal presidente Volodymyr Zelensky. A essere colpiti sono lo studio russo Animaccord, responsabile della produzione della serie, nonché il suo fondatore, oltre allo sceneggiatore e al regista del cartone.
La replica del Cremlino -
Il portavoce russo Dimitry Peskov ha spiegato ai giornalisti: "La serie ha conquistato il mondo promuovendo le migliori qualità umane". E ha aggiunto: "Il fatto che l'Ucraina abbia dichiarato guerra ai cartoni animati è ulteriore dimostrazione della natura grottesca delle autorità ucraine. Tuttavia, la serie animata è stata accusata non solo in Ucraina ma anche in altri Paesi alleati di Kiev, tra cui Regno Unito ed Estonia.