Le autorità americane hanno incriminato per terrorismo una donna di 35 anni, presunta sostenitrice dello Stato Islamico, dopo aver detto a un informatore dell'Fbi di un piano finalizzato a "distruggere" gli edifici del Campidoglio dello Stato di New York, situato ad Albany.
Jessica Bowie, questo il suo nome, è stata accusata di tentato sostegno materiale a "organizzazioni terroristiche straniere" ufficialmente designate, secondo quanto riportato dai documenti del tribunale e da funzionari dell'Fbi, nel corso di una conferenza stampa. La donna si sarebbe convertita all'Islam diventando una attiva sostenitrice online dell'Isis: pubblicava messaggi antiamericani, esprimendo anche sostegno agli autori degli attentati dell'11 Settembre del 2001.
Secondo la denuncia penale a suo carico, Bowie avrebbe manifestato a un informatore dell'Fbi il suo appoggio al gruppo fuorilegge e chiesto indicazioni su come fabbricare esplosivi. Avrebbe detto all'informatore, inoltre, che si sarebbe recata al Campidoglio con la scusa dei picnic, così da "osservare" e studiare le misure di sicurezza, puntando a un'azione clamorosa contro il cuore politico dello Stato di New York, che ospita entrambe le camere dell'assemblea legislativa. Tramite un'app di messaggistica criptata, avrebbe inoltre riferito all'informatore di aver recuperato "della letteratura anarchica presso il centro per la giustizia sociale", materiale che avrebbe potuto contenere utili suggerimenti. "Voglio distruggere la maggior parte possibile dell'edificio e uccidere i senatori mentre sono riuniti. Voglio anche che perdano molti documenti importanti", ha scritto.
Il piano, dopo l'attentato, prevedeva la fuga in Siria, ma avrebbe suggerito di poter tornare negli Usa per colpire altri obiettivi di alto profilo, tra cui Times Square a New York. Dopo essersi procurata una borsa di DoorDash e i componenti per una bomba, inclusi dei chiodi da utilizzare come schegge, Bowie è stata arrestata il 19 agosto con un blitz dell'Fbi.