DOMANDE & RISPOSTE

Cos'è la difterite: come si contrae, quali sono i sintomi e come si cura

E' un'infezione batterica grave, potenzialmente letale, generata da una tossina che distrugge i tessuti. Con i vaccini si previene

© Afp

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Erano precisamente dieci anni che in Italia non si parlava di difterite. Nel 2016 la "grande paura" di una malattia ormai debellata grazie ai vaccini era tornata quando si erano registrati 8 casi, visto che l'ultimo decesso registrato all'epoca risaliva addirittura al 1991. Ora questa data è stata tragicamente aggiornata al 19 agosto 2026, giorno in cui è deceduta proprio per difterite una piccola di 4 anni, non vaccinata per volontà dei genitori che temevano la puntura potesse "causare l'autismo". 

Cos'è la difterite? -

 La difterite è un'infezione batterica grave, potenzialmente letale, causata dalla tossina prodotta dal batterio Corynebacterium diphtheriae. La tossina distrugge le cellule dei tessuti nelle vie respiratorie superiori (gola, tonsille, naso), accumulando materiale morto che forma una spessa pellicola grigiastra. Esiste anche una forma cutanea della difterite, che causa piaghe e lesioni sulla pelle. 

Come si contrae? -

 Principalmente, la difterite si trasmette per via aerea. In particolare attraverso le goccioline salivari emesse con colpi di tosse, starnuti o semplicemente parlando con persone. È però possibile la trasmissione anche per contatto diretto con secrezioni, lesioni cutanee infette oppure oggetti contaminati da poco.

Quali sono i sintomi principali della difterite? -

 I primi sintomi compaiono tra i 2 e i 5 giorni dopo l'esposizione al batterio. Talvolta l'infezione è del tutto asintomatica, altre volte si manifesta con: mal di gola e dolore quando si deglutisce, naso che cola, inappetenza, febbre e brividi, tonsillite, ingrossamento dei linfonodi e difficoltà respiratoria. 

Perché si muore di difterite? -

 Il rischio più grave per chi contrae la difterite senza essere vaccinato è la morte. Nei bambini più piccoli, il tasso di mortalità può superare il 10-20%. Il decesso può avvenire per asfissia o per arresto cardiaco. Nel primo caso la "pseudomembrana" creata dall'accumulo di materiale morto si estende fino a ostruire completamente il passaggio dell'aria nelle vie respiratorie. Nel secondo caso la tossina, entrando nel circolo sanguigno, danneggia il muscolo cardiaco, provocando aritmie gravi e insufficienza cardiaca fino alla morte. In alcuni casi può anche generare danni neurologici, paralizzando i muscoli della gola, i muscoli respiratori o gli arti.

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Una siringa di vaccino contro la difterite

Come funziona il vaccino e quando si fa? -

 Il vaccino contiene la tossoide difterica, cioè la tossina del batterio ma resa del tutto innocua. In questo modo l'organismo viene stimolato a produrre anticorpi specifici. La puntura è inclusa nel ciclo del vaccino esavalente obbligatorio somministrato al terzo, quinto e dodicesimo mese di vita, anche se l'ultima dose può avvenire anche un mese prima o un mese dopo. Per mantenere la copertura immunitaria nel tempo, sono previsti richiami a 5-6 anni, a 12-14 anni ed è consigliato continuare successivamente ogni 10 anni in età adulta.

Cosa succede se un bambino non è stato vaccinato? -

 Il primo "argine" di controllo sono le scuole, che hanno il dovere di verificare lo stato vaccinale incrociando i dati con le Asl o richiedendo la documentazione ai genitori. Se il minore risulta non in regola, la scuola non può ammettere il minore nei suoi ambienti. A questo punto, la Asl convoca i genitori per un colloquio informativo in modo da chiarire dubbi e programmare la somministrazione dei vaccini mancanti. Se i genitori si rifiutano o non si presentano senza una adeguata giustificazione, la Asl avvia la procedura formale di contestazione dell'inadempimento.

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