Giorgia Venturini, volto televisivo e mamma di Sole Tea e del piccolo Pietro, conosce bene le difficoltà che possono accompagnare l'arrivo di un figlio e ha scelto di trasformare la propria esperienza in un progetto concreto. Nel 2022, insieme alla puericultrice Claudia Laurelli, ha fondato l'Associazione Sole, con l'obiettivo di aiutare le neomamme nei primi 12 mesi di vita del bambino, offrendo supporto psicologico e pratico, assistenza professionale e, quando necessario, anche un aiuto economico, per non farle mai sentire sole.
Giorgia, sei appena arrivato il tuo secondo figlio: che mamma sei oggi rispetto a quando è nata Sole? C’è qualcosa che questa seconda maternità ti ha fatto vivere in modo completamente diverso?
Se devo essere molto onesta, entrambe le gravidanze sono state buone: mi hanno permesso di svolgere, fino alle ultime settimane, tutte le attività che praticavo anche prima di essere rimasta incinta, solo a quel punto mi sono dovuta dare un po’ una calmata. Sono stata fortunata, ho vissuto entrambe le gravidanze senza ansia, io ho potuto fare tutto, ho lavorato e viaggiato fino alla fine. Ha inciso, sicuramente, il fatto che mi sentivo bene sia fisicamente che psicologicamente. Cosa sento di diverso tra la nascita di Sole e la nascita di Pietro? Sono più serena. In questi primi giorni con Pietro a casa, riesco a fare tutto, nonostante io non stia benissimo dopo il parto cesareo e, infatti, il mio ginecologo mi ha detto "Giorgia, datti un pochino più di tempo, perché è il secondo cesareo ed è più impegnativo". Forse, le problematiche emerse dopo le prime 24 ore dalla nascita di Sole Tea non mi avevano dato modo di godermi appieno il momento che stavo vivendo. Questa volta, invece, sono decisamente più serena.
La tua esperienza personale è stata proprio all'origine della fondazione dell'Associazione Sole, che prende proprio il nome di tua figlia. Perché hai sentito il bisogno di fondarla?
L'anno prima della nascita di Sole Tea avevo perso mia mamma e, vivendo a Roma, non avevo la famiglia vicino, perché mio papà e le mie zie vivono in Romagna. Ero sola con mio marito e, per quanto fosse bravissimo e mi aiutasse in tutto...mi sentivo, comunque, sola...Poi, le problematiche emerse già dopo le prime 24 ore dopo la nascita di Sole Tea hanno reso tutto ancora più complicato. Io, però, sono stata una privilegiata, perché ho chiesto aiuto e ho potuto farmi aiutare. Quello che ho vissuto mi ha fatto riflettere sul fatto che molte donne non hanno la fortuna di potersi permettere l'aiuto della famiglia o di una puericultrice e si trovano a gestire tutto da sole. Dopo una lunga chiacchierata con Claudia Laurelli, la puericultrice che mi ha aiutato in quel periodo, abbiamo deciso di fare qualcosa per aiutare le donne che diventano madri e si trovano in una qualche difficoltà pratica, emotiva o psicologica. Così nel 2022 è nata l'associazione Sole.
Qual è oggi l’obiettivo principale dell'associazione Sole e a quali donne e famiglie si rivolge?
L'associazione nasce dall'idea che nessuna mamma dovrebbe sentirsi sola. La nostra mission è quella di aiutare le mamme nei primi 12 mesi di vita del bambino. E lo facciamo in diversi modi: forniamo supporto pratico e psicologico e, se necessario, in alcuni casi, offriamo anche supporto economico. All'interno dell'associazione ci sono figure professionali che vanno dalla puericultrice all'osteopata, dal pediatra al ginecologo, che possono aiutare le neomamme. Esiste anche una chat in cui le donne iscritte all'associazione possono scambiarsi consigli, impressioni e confrontarsi in uno spazio in cui trovano solidarietà e supporto. Perché purtroppo, non esiste un manuale di istruzioni per neomamme, e spesso, soprattutto, nel caso del primo figlio, anche solo il confrontarsi con un’altra mamma può aiutare molto, quando non si ha nessuna esperienza e si affronta la maternità.
In base alla tua esperienza, secondo te qual è il momento più critico? Quando la mamma ha più necessità di essere supportata?
I primi tre mesi sono i più delicati, ma, in generale, lo sono tutti, fino allo svezzamento. L'allattamento è il momento cruciale. Per questo puntiamo molto sull'organizzare corsi che possano fornire le basi per farlo al meglio.
L'Associazione Sole non si occupa soltanto di supporto emotivo: avete promosso anche corsi di allattamento
Abbiamo deciso di proporre corsi che aiutino le mamme nell'allattamento e nello svezzamento, ma non solo. Alle donne che non hanno latte, lo forniamo noi, così come a chi ne ha bisogno diamo beni di prima necessità per il bambino come pannolini, cambi, insomma, tutto quello che può servire per prendersi cura di un neonato. Grazie a un accordo con il municipio di Tor della Monaca, ad esempio, abbiamo aperto un punto latte e lo stesso municipio ci segnala le famiglie in difficoltà e bisognose d'aiuto presenti sul territorio. Abbiamo anche chiuso un accordo col ministero delle Finanze che ci ha erogato fondi per supportare il nostro progetto. Questo per noi è un grande vanto, perché vuol dire che l'associazione sta operando bene.
Quali altri corsi organizzate? C'è qualcosa che vorreste realizzare in futuro?
Ci piacerebbe realizzare un punto latte in più strutture ospedaliere nella regione del Lazio. I punti di raccolta latte sono fondamentali per supplire alla sua mancanza: le mamme che ne hanno in abbondanza, possono "regalarlo" a chi non ne ha, sotto forma di donazione.Abbiamo già tenuto corsi di taglio sicuro per insegnare come tagliare il cibo per imboccare, quando il bambino inizia a mangiare. Teniamo anche corsi di disostruzione in caso di soffocamento da cibo o da corpi estranei, in collaborazione con la regione Lazio.
Perché molte donne hanno ancora difficoltà a chiedere aiuto se si trovano in un momento delicato che non riescono a gestire?
Nonostante l'associazione insista sul fatto che non ci sia nulla di cui vergognarsi nel chiedere una mano, non è così facile far aderire una mamma, perché molte donne hanno ancora paura di essere giudicate o di essere considerate meno brave. Io non credo che esistano super mamme. Credo che ogni mamma sia una brava mamma, dal momento che ci mette tutta se stessa. Penso, però, che ogni donna debba avere il diritto di avere delle fragilità e di chiedere aiuto, se lo ritiene necessario, senza temere il giudizio. Avere la possibilità di essere aiutate è fondamentale, perché si possono prevenire anche forme di depressione post partum. Imporsi di fare troppo, non prendersi mai un'ora di tempo per se stessa, l'essere stanche e affaticate ma pretendere di essere presente 24 ore su 24 non porta nulla di buono.
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Ma è ancora così diffusa la depressione post partum?
Sì, è molto diffusa, più di quanto si pensi e, secondo me, se ne parla ancora troppo poco. Faccio un esempio pratico: io ho partorito da 10 giorni, passo dalla risata al pianto in tempo zero, è copa degli ormoni. Se in questa situazione non hai la possibilità di farti aiutare e pensi di far tutto da sola e non ce la fai, perché ti mancano le forze, è facile cadere in depressione post partum. Io con Sole Tea l'ho avuta, non mi vergogno a dirlo. Ho chiesto aiuto e ne sono uscita.
Ti ricordi un intervento dell’associazione che ha fatto la differenza?
Ricordo una storia che mi aveva rattristato molto: c'era mamma qui a Roma che aveva appena partorito all’ospedale Gemelli. Fu richiesto il nostro intervento, perché era da sola, il marito non si sapeva dove fosse, non parlava una parola di Italiano o di inglese e, quindi, era molto complicato il solo comunicare con lei … Questa donna non sapeva nemmeno come si allattava, come si attaccava il bambino al seno o come si montava un biberon. Era spaventatissima. La sua storia mi aveva toccato particolarmente. L'abbiamo aiutata molto, l'associazione è stata presente nell'avviare l'allattamento e nel darle i beni di prima necessità.
Come è possibile contattarvi per chiedere il vostro supporto?
Grazie al passaparola, l'associazione è abbastanza conosciuta sul territorio laziale. Siamo molto attivi sui social e sul web ed è facile contattarci. Ormai le stesse farmacie di quartiere ci segnalano i casi. L'iter necessario per essere prese in carico è uguale per tutti: si contatta l'associazione, vengono valutati Isee e i documenti richiesti e se ci sono tutti i requisiti, il caso viene preso in carico.
Come ti immagini l'associazione fra qualche anno?
Mi piacerebbe molto poter uscire dai confini della regione Lazio e poter dare il nostro supporto in tutta Italia, perché per noi la cosa più importante è che ogni mamma non si senta sola.