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Basta una notte insonne per sentirsi dire: “Hai l’aria stanca”. E quasi sempre sono gli occhi a tradirci. Occhiaie scure, solchi profondi, gonfiore e borse possono modificare l’espressione del volto, facendolo apparire più affaticato o invecchiato anche quando ci sentiamo perfettamente in forma. Non sorprende quindi che il contorno occhi sia diventato una delle aree di maggiore interesse in medicina estetica. Filler all’acido ialuronico, laser, peeling, biostimolazione e trattamenti rigenerativi promettono di rendere lo sguardo più fresco senza ricorrere necessariamente alla chirurgia. Ma proprio qui nasce il problema: non tutte le occhiaie sono uguali e occhiaie e borse non sono sinonimi. Dietro un’ombra scura può esserci una maggiore pigmentazione, una componente vascolare, una pelle particolarmente sottile oppure un solco anatomico che crea un’ombra sotto l’occhio. Dietro una borsa possono esserci invece protrusione del grasso orbitario, lassità dei tessuti o una componente di gonfiore. E spesso più fattori convivono nella stessa persona. La medicina estetica moderna dovrebbe quindi partire da una domanda apparentemente semplice: che cosa stiamo realmente cercando di correggere? Perché scegliere il trattamento sbagliato non significa soltanto rischiare un risultato deludente. In una zona delicata come quella perioculare può anche aumentare la possibilità di effetti indesiderati.
Occhiaie, solco lacrimale e borse: non sono la stessa cosa -
Con la parola “occhiaia” tendiamo a indicare qualsiasi alterazione sotto l’occhio, ma dal punto di vista medico le situazioni possono essere molto differenti. L’occhiaia pigmentata presenta generalmente una colorazione marrone o grigiastra legata soprattutto alla melanina. Quella con una forte componente vascolare può assumere tonalità bluastre o violacee, anche perché la pelle sottile rende maggiormente visibili i vasi sottostanti. Esiste poi l’occhiaia strutturale. In questo caso il problema principale non è necessariamente il colore della pelle, ma la presenza di un avvallamento, il cosiddetto solco lacrimale o tear trough, che crea un’ombra e rende lo sguardo apparentemente più stanco. Le borse sono un’altra cosa ancora. Possono essere associate alla protrusione dei compartimenti adiposi della palpebra inferiore, alla lassità dei tessuti e ai cambiamenti anatomici che avvengono con il passare degli anni. In alcuni casi è presente anche una componente edematosa, con un gonfiore che può essere più evidente in determinati momenti della giornata. Ed è proprio questa distinzione a spiegare perché un trattamento capace di dare un ottimo risultato su una persona possa essere poco indicato per un’altra.
Filler per le occhiaie: quando l’acido ialuronico può fare la differenza -
Il filler del solco lacrimale è probabilmente uno dei trattamenti che negli ultimi anni hanno ricevuto maggiore attenzione. L’obiettivo non è semplicemente “riempire l’occhiaia”, ma correggere in pazienti selezionati una depressione anatomica che rende troppo netto il passaggio tra palpebra inferiore e guancia. L’acido ialuronico viene utilizzato in quantità controllate per rendere questa transizione più uniforme. Quando l’indicazione è corretta, l’ombra determinata dal solco può risultare meno evidente e il volto apparire più riposato senza modificare significativamente i lineamenti. Ma il filler non è il trattamento universale delle occhiaie. Se il problema è prevalentemente pigmentario, aggiungere volume non elimina necessariamente il colore scuro. E quando esistono borse importanti o una predisposizione all’edema, il trattamento può non essere indicato e in alcuni casi rischiare di accentuare il gonfiore. Tra gli effetti indesiderati possono comparire edema, lividi, irregolarità e, in alcuni casi, il cosiddetto effetto Tyndall, una sfumatura bluastra che può diventare visibile quando il filler è posizionato troppo superficialmente. Il risultato dipende quindi non soltanto dal prodotto utilizzato, ma soprattutto dalla corretta selezione del paziente, dalla tecnica e dall’esperienza del medico.
Laser e peeling: quando l’occhiaia è soprattutto un problema di colore -
Se a prevalere è la pigmentazione, il ragionamento cambia. In questi casi possono essere valutati prodotti topici, peeling selezionati o determinate tecnologie laser e basate sulla luce. L’obiettivo può essere intervenire sulla componente pigmentaria e, con alcune procedure, anche sulla texture della pelle e sulle piccole rughe del contorno occhi. Non esiste però semplicemente “il laser per le occhiaie”. Esistono tecnologie differenti e la scelta deve tenere conto della causa dell’alterazione, delle caratteristiche della pelle e soprattutto del fototipo. La prudenza è particolarmente importante nelle carnagioni più scure, nelle quali procedure non adeguatamente selezionate possono favorire alterazioni della pigmentazione, compresa l’iperpigmentazione post-infiammatoria. Anche in questo caso il punto non è trovare la tecnologia più nuova o più potente, ma quella realmente indicata per quel tipo di occhiaia.
Biostimolazione e PRP: cosa possono fare davvero -
Accanto a filler e laser sta crescendo l’interesse per procedure che puntano soprattutto a migliorare la qualità della pelle perioculare. PRP, biostimolazione e altri trattamenti iniettivi vengono proposti per intervenire su texture, sottili rughe e aspetto generale del contorno occhi. È però un settore nel quale l’interesse commerciale corre spesso più velocemente delle evidenze disponibili. Il termine “rigenerativo”, inoltre, può risultare particolarmente attraente, ma non significa automaticamente che un trattamento sia superiore agli altri né che possa correggere qualsiasi problema. Una procedura orientata alla qualità cutanea, per esempio, non può eliminare una vera protrusione adiposa. Allo stesso modo, intervenire sulla superficie della pelle non risolve necessariamente un solco anatomico profondo. In alcuni pazienti può essere utile combinare strategie differenti: lavorare sul volume, sulla pigmentazione e sulla qualità della pelle. Ma la combinazione dovrebbe nascere dall’anatomia e dalla diagnosi, non dalla tendenza del momento.
Borse sotto gli occhi: quando il filler non è la soluzione -
Questo è probabilmente uno dei punti più importanti da chiarire: una vera borsa sotto gli occhi non sempre può essere eliminata con un trattamento di medicina estetica non chirurgica. Quando prevalgono una significativa protrusione del grasso orbitario, lassità cutanea o alterazioni strutturali della palpebra inferiore, può essere necessario valutare un approccio chirurgico come la blefaroplastica. Questo non significa che ogni borsa debba essere operata. In alcuni volti, correggere attentamente determinate depressioni circostanti può rendere meno evidente la transizione tra palpebra e guancia. In altri casi, però, aggiungere ulteriore volume rischia di appesantire ancora di più la zona. Ed è uno dei concetti più interessanti della medicina estetica contemporanea: a volte il trattamento migliore consiste nel sapere quando non iniettare.
Il contorno occhi è una zona delicata: perché affidarsi a un medico esperto -
La popolarità dei filler rischia di far dimenticare un elemento fondamentale: si tratta di procedure mediche, non di semplici trattamenti beauty. La regione perioculare presenta un’anatomia complessa. Gonfiore, lividi, dolore e irregolarità sono tra le possibili complicanze dei filler. Esistono inoltre complicanze vascolari molto più rare, ma potenzialmente gravi, che rendono indispensabili conoscenza anatomica, tecnica appropriata e capacità di riconoscere e gestire rapidamente un problema. Per questo qualsiasi trattamento iniettivo del contorno occhi dovrebbe essere preceduto da un’attenta valutazione individuale ed essere eseguito da un medico adeguatamente formato ed esperto nell’anatomia facciale e nella gestione delle complicanze. Particolare diffidenza meritano procedure improvvisate, filler acquistati online e dispositivi fai-da-te. La vicinanza dell’area agli occhi rende questa una delle zone in cui il concetto di “trattamento semplice” può essere particolarmente fuorviante.
Prima del trattamento serve la diagnosi -
Il futuro dei trattamenti per lo sguardo sembra andare in una direzione precisa: meno protocolli uguali per tutti e più personalizzazione. Un’occhiaia marrone non si affronta necessariamente come un solco profondo. Una vera borsa adiposa non equivale al gonfiore che compare soprattutto al mattino. Una pelle sottile e trasparente richiede considerazioni diverse rispetto a una perdita di volume. Filler, laser, peeling, trattamenti per la qualità cutanea e chirurgia possono avere ciascuno un ruolo, ma soltanto quando vengono utilizzati per correggere il problema giusto.