RIPARTIRE IN MOVIMENTO

Riprendere l’attività fisica dopo l’estate: come tornare ad allenarsi senza stress e senza rischi

Dopo settimane di stop o allenamenti ridotti, forza e resistenza possono diminuire. Ripartire gradualmente è il modo migliore per recuperare la forma senza sovraccaricare muscoli e articolazioni

di Silvia Trevaini
© Istockphoto

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Dopo le vacanze è facile avere voglia di recuperare subito ciò che si pensa di aver perso: si torna in palestra, si riprende a correre e magari si tenta di replicare fin dalla prima settimana gli allenamenti che si sostenevano prima dell’estate. È proprio questo, però, uno degli errori più frequenti. Quando l’attività fisica viene interrotta o ridotta per alcune settimane, l’organismo va incontro a un processo definito detraining, cioè alla perdita parziale degli adattamenti acquisiti con l’allenamento. Non significa che in quindici giorni “si perda tutto” né che il metabolismo improvvisamente rallenti, ma alcuni parametri possono iniziare a modificarsi prima di altri. La capacità cardiovascolare tende a risentire relativamente presto dello stop, mentre forza e massa muscolare possono essere conservate più a lungo, soprattutto nelle persone allenate. Studi sul detraining mostrano che il VO2max può iniziare a diminuire già dopo circa due-quattro settimane di completa sospensione dell’allenamento. La buona notizia è che il corpo non riparte da zero. Molti adattamenti vengono parzialmente mantenuti e chi si allenava con continuità può recuperare più rapidamente di quanto abbia impiegato a costruire inizialmente la propria forma fisica. Il segreto, quindi, non è allenarsi di più per “recuperare il tempo perduto”, ma concedere a muscoli, cuore, tendini e sistema nervoso il tempo necessario per tornare progressivamente al livello precedente.

Cosa succede al corpo quando smettiamo di allenarci -

 Gli effetti di una pausa dipendono da quanto dura lo stop, dal livello di allenamento precedente, dall’età e da quanto si rimane comunque attivi durante le vacanze. Una persona che interrompe completamente qualsiasi attività per un mese vive una situazione diversa da chi continua a camminare, nuotare o andare in bicicletta pur sospendendo gli allenamenti abituali. La capacità aerobica è uno degli aspetti che possono modificarsi più rapidamente. La sospensione dell’allenamento di endurance può ridurre il VO2max, cioè la capacità massima dell’organismo di utilizzare ossigeno durante lo sforzo, anche attraverso cambiamenti del volume plasmatico e della funzione cardiovascolare. Una revisione del 2024 conferma che la cessazione dell’allenamento negli atleti di endurance determina una riduzione del VO2max, con entità crescente al prolungarsi del detraining. La forza segue generalmente tempi differenti. Smettere di allenarsi porta progressivamente a una perdita delle prestazioni muscolari, ma non significa che dopo poche settimane i muscoli scompaiano. Una meta-analisi sulla cessazione dell’allenamento di forza ha mostrato una riduzione delle diverse componenti della forza, influenzata però da durata dello stop, età e livello di allenamento. Altri studi suggeriscono che parte degli adattamenti possa persistere anche dopo periodi più lunghi e contribuire a un recupero relativamente rapido quando si ricomincia. Ecco perché, dopo la pausa estiva, può capitare di avere ancora la sensazione di “sapere” perfettamente come eseguire un esercizio ma non riuscire a sostenere gli stessi pesi, la stessa velocità o lo stesso volume di qualche settimana prima.

Perché ripartire troppo forte aumenta il rischio di farsi male -

 Il problema principale del rientro non è aver perso completamente la forma fisica, ma la distanza tra ciò che ricordiamo di essere capaci di fare e ciò che in quel momento il corpo è pronto a tollerare. Muscoli, tendini e articolazioni non si adattano tutti alla stessa velocità. La sensazione soggettiva può tornare rapidamente positiva, mentre i tessuti hanno ancora bisogno di tempo per riabituarsi ai carichi. Riprendere immediatamente con pesi elevati, lunghe corse o allenamenti ad alta intensità può quindi aumentare dolori muscolari, affaticamento e rischio di sovraccarico. Il classico dolore muscolare a insorgenza ritardata, o DOMS, può essere più evidente quando si ripete improvvisamente un lavoro al quale il corpo non è più abituato. Non significa necessariamente che l’allenamento sia stato efficace: dolori molto intensi possono semplicemente indicare che lo stimolo è stato eccessivo rispetto al livello di adattamento del momento. Anche l’American College of Sports Medicine sottolinea l’importanza di preservare, quando possibile, un certo livello di movimento durante le pause e di rispettare i limiti dell’organismo nel ritorno all’attività, proprio perché il detraining può rendere più difficile una ripresa improvvisa. La regola più utile è quindi semplice: la prima settimana non dovrebbe dimostrare quanto siamo ancora allenati, ma preparare il corpo alle settimane successive.

Come tornare ad allenarsi dopo una pausa -

 Una ripresa efficace parte dalla riduzione temporanea delle aspettative. Chi frequentava abitualmente la palestra può ricominciare utilizzando carichi inferiori, meno serie o un volume complessivo più basso rispetto a prima della pausa. Chi corre può alternare tratti più facili, ridurre temporaneamente distanza e velocità e osservare come risponde l’organismo nelle 24-48 ore successive. Nelle prime sedute sono particolarmente utili esercizi di mobilità, tecnica e controllo del movimento. Non perché il cervello abbia “dimenticato” completamente gli schemi motori, ma perché riprendere gesti familiari a un’intensità gestibile permette di ristabilire coordinazione ed efficienza senza accumulare inutilmente fatica. Anche la frequenza dovrebbe aumentare gradualmente. Ripartire con cinque allenamenti consecutivi perché durante le vacanze non ci si è mossi quasi per nulla raramente è una buona strategia. Due o tre sedute ben distribuite possono essere un punto di partenza molto più sostenibile, aumentando successivamente durata, volume o intensità in funzione della risposta individuale. L’obiettivo finale resta quello di tornare progressivamente a un livello di attività regolare. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda agli adulti almeno 150-300 minuti alla settimana di attività aerobica moderata, oppure 75-150 minuti di attività vigorosa, associando esercizi di rafforzamento dei principali gruppi muscolari almeno due giorni alla settimana. Questi sono però obiettivi generali di salute, non quantità che una persona sedentaria o reduce da una lunga pausa debba raggiungere necessariamente dalla prima settimana.

Alimentazione e recupero: non serve una “dieta da rientro” -

 Settembre porta spesso con sé un'altra tentazione: compensare gli eventuali eccessi delle vacanze iniziando contemporaneamente allenamenti intensi e diete molto restrittive. È una combinazione che può rendere la ripresa ancora più faticosa. Il corpo ha bisogno di energia per allenarsi e recuperare. Una quantità adeguata di proteine contribuisce al mantenimento e alla sintesi della massa muscolare, mentre i carboidrati rappresentano una fonte energetica particolarmente importante durante attività di intensità medio-alta. Grassi di qualità, verdura, frutta e un’alimentazione varia completano il quadro, senza la necessità di ricorrere a strategie “detox”. Anche l’idratazione torna centrale. Dopo settimane di caldo è facile pensare che, con temperature leggermente più basse, bere sia meno importante. In realtà le perdite di liquidi continuano durante l’attività fisica e possono aumentare con sedute prolungate o particolarmente intense. Più che concentrarsi su un timing nutrizionale perfetto, per la maggior parte degli sportivi amatoriali conta soprattutto avere pasti regolari, energia sufficiente e un’alimentazione complessivamente equilibrata. Integratori e protocolli sofisticati hanno poco senso se mancano sonno, recupero e continuità.

La parte più difficile può essere ricostruire l’abitudine -

 A volte non sono i muscoli il vero ostacolo del rientro. È la testa. Dopo alcune settimane senza orari rigidi, rimettere l’allenamento nell’agenda può sembrare molto più faticoso del previsto. Si tende inoltre a confrontare la prestazione attuale con quella precedente alle vacanze: il peso che prima sembrava facile ora affatica, la corsa è più lenta, il fiato manca prima. Questa percezione può generare frustrazione e far perdere rapidamente motivazione. È utile allora cambiare obiettivo. Per le prime settimane il successo non dovrebbe essere battere un record personale, ma tornare a essere costanti. Presentarsi all’allenamento, completare una sessione gestibile e terminarla con la sensazione di poter fare ancora qualcosa è spesso più utile che arrivare esausti e non avere voglia di tornare per cinque giorni. La pausa, inoltre, non deve essere vissuta necessariamente come un fallimento. Il detraining esiste, ma il recupero fa parte dell’allenamento e alcune settimane di attività ridotta non cancellano mesi o anni di lavoro. Ripartire gradualmente permette di ricostruire sia la condizione fisica sia l’associazione positiva tra movimento e benessere.