Quando si è trovato "imbottigliato" dietro a tre ciclisti 16enni, l'autista si è attaccato al clacson improvvisando un concerto su una statale nell'area di Padova. Poi, una volta riuscito ad affiancarli, ha tirato giù il finestrino, ha estratto una pistola e li ha minacciati: "Ve copo tutti". Un'espressione dialettale che non lascia molto spazio all'immaginazione e che, trattandosi di una chiara minaccia di morte con un dito sul grilletto, ha spaventato - e non poco - i giovani che si stavano semplicemente allenando per strada.
L'allenamento per i Colli Euganei e l'incontro con l'auto -
L'episodio è avvenuto nella mattinata di martedì 18 agosto nei dintorni di Monselice, come riporta Il Mattino di Padova. I tre ragazzi, tesserati all'associazione ciclistica della loro città, erano usciti insieme per allenarsi sui Colli Euganei, indossando la divisa della società. Un giro, come ha spiegato la madre di uno dei tre, che gli atleti conoscevano a menadito. A un certo punto, arrivati sulla provinciale 25, un'auto si è accodata a loro, mostrando fin da subito una nervosa fretta.
Il sorpasso e le minacce con la pistola -
I giovani, ha continuato a raccontare la madre, "hanno sentito ripetuti colpi di clacson provenire da dietro". Poi una vecchia auto li ha superati, ha rallentato lasciando che si affiancassero e sono scattate le minacce: "Un uomo ha abbassato il finestrino e li ha minacciati. Ha estratto una pistola e ha urlato in dialetto che li avrebbe ammazzati tutti". I giovani sono stati immediatamente colti da una grande paura, non sapendo cosa fare né se la pistola in mano all'adulto fosse vera o giocattolo.
La denuncia e lo sfogo della mamma -
Arrivati a casa, i tre giovani hanno raccontato tutto alle rispettive famiglie. La denuncia ai carabinieri è scattata immediatamente, ma secondo quanto hanno comunicato i militari sarà abbastanza difficile arrivare a un'identificazione dell'uomo. Anche perché, presi dall'ansia del momento, i ciclisti sono riusciti a fornire ben pochi dettagli che potessero stringere il campo di ricerca. "Mi hanno detto che sarebbe stato più utile chiamare il 112 nell'immediato, ma in quel momento i ragazzi erano davvero agitati", ha confermato la mamma di un atleta. Che poi ha attaccato l'adulto che li ha minacciati: "Chi si comporta così è semplicemente un rifiuto dell’umanità, un frustrato che se la prende con dei ragazzini".