14,4 MILIARDI DI EURO

Ue, deroghe al Patto di stabilità: ok ad aiuti per solare, pompe di calore e nucleare

Accelera, così, la transizione dalle fonti fossili a quelle rinnovabili. Pichetto Fratin: "Riconoscimento della rilevanza dell'atomo"

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Benestare di Bruxelles agli investimenti nelle centrali nucleari, alle pompe di calore, al solare, alle batterie domestiche, alle ristrutturazioni e alle colonnine di ricarica. Tagliati fuori, però, gli incentivi per l'acquisto di veicoli elettrici. La Commissione europea ha messo nero su bianco il perimetro della nuova flessibilità sulle spese per la sicurezza energetica che consentirà agli Stati di derogare temporaneamente ai vincoli del Patto di stabilità per finanziare investimenti destinati a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. L'Italia avrà un margine di manovra di circa 14,4 miliardi di euro nel triennio 2026-2028. A incassare subito il plauso del governo italiano è la novità dell'ingresso dell'atomo nell'elenco di Bruxelles. "È un riconoscimento significativo della rilevanza che il nucleare può avere nel rafforzamento della sicurezza e della resilienza del sistema energetico europeo e nel percorso di transizione energetica", ha commentato il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin

I cinque campi su cui l'Italia potrà agire -

 Famiglie, settore pubblico, imprese, infrastrutture di trasporto e settore energetico. Sono questi i cinque campi nei quali il nostro Paese potrà spendere i 14,4 miliardi di euro senza che la spesa venga conteggiata ai fini della regola Ue del deficit non superiore al 3% del Pil. La Commissione europea ha infatti stilato un elenco di 22 misure che possono rientrare nella deroga al Patto di stabilità concessa per la sicurezza e l'autonomia energetica. Accelera, così, la transizione dalle fonti fossili a quelle rinnovabili. Via libera, quindi, agli investimenti nelle centrali nucleari, alle pompe di calore, al solare, alle batterie domestiche, alle ristrutturazioni e alle colonnine di ricarica. Restano fuori, invece, gli incentivi per l'acquisto di auto elettriche. 

Investimenti per il nucleare -

 La comunicazione della Commissione europea menziona esplicitamente gli "investimenti in centrali nucleari" nell'elenco delle 22 misure riportate a titolo "esemplificativo" con le quali gli stati potranno "ridurre la dipendenza dai combustibili fossili". Si tratta di un'ottima notizia per il governo italiano che ha optato per il ritorno alla produzione di energia elettrica attraverso centrali nucleari. Difficilmente, però, l'esecutivo farà in tempo a far partire gli investimenti per le centrali prima della fine del 2028, termine previsto dall'Ue.

Al momento, infatti, non è ancora vigente la cornice legislativa. Il 4 giugno scorso la Camera ha approvato il ddl "Delega al Governo in materia di energia sostenibile" e il testo è passato poi all'esame del Senato. Quando, e se, la legge entrerà in vigore, il governo avrà allora 12 mesi per emanare i decreti attuativi della delega. Probabilmente, inoltre, verrà richiesto un referendum abrogativo.

Pompe di calore al posto delle caldaie -

 Nella nota di Bruxelles viene fatto per ben due volte riferimento alle pompe di calore. La prima nel gruppo di misure che ha come destinatari i nuclei familiari e la seconda nell'elenco degli interventi destinati alle imprese. Per quanto riguarda le famiglie si parla esplicitamente della possibilità di utilizzare la deroga al Patto di stabilità per finanziare "sovvenzioni per sostituire le caldaie a combustibili fossili con alternative pulite, come le pompe di calore". Nel caso delle imprese, invece, viene fatto riferimento agli incentivi per le aziende mirati a "incrementare il tasso di adozione delle tecnologie di decarbonizzazione industriale".

Allo stato attuale, in Italia, gli incentivi per l'installazione di pompe di calore sia per le famiglie sia per le imprese coprono fino al 65% della spesa se rientrano nei requisiti previsti dal "Conto termico". In alternativa, i privati hanno la possibilità di detrarre fiscalmente il 50% della spesa se l'impianto viene installato nella prima casa e il 36% nella seconda, percentuali destinate a scendere nel 2027 al 36% per la prima casa e al 30% per la seconda. 

Misure per i trasporti e colonnine per auto elettriche -

 Nel documento siglato dalla Commissione Ue sono presenti tre misure riguardanti le infrastrutture di trasporto. La prima riguarda gli "investimenti pubblici in infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici". Si tratta, sostanzialmente, delle colonnine destinate alla ricarica delle auto elettriche. La seconda riguarda gli "investimenti pubblici in infrastrutture e materiale rotabile di trasporto urbano pulito come tram e metropolitane" ovvero la riconversione green del trasporto pubblico locale.

La terza, e ultima, riguarda gli "investimenti pubblici in infrastrutture ferroviarie e materiale rotabile". In questo caso l'obiettivo è lo stesso del trasporto locale, cambia la destinazione. Viene esteso infatti al trasporto nazionale su rotaia. In entrambi i casi comunque, come per le colonnine di ricarica, l'Italia ha già in corso investimenti previsti dal Pnrr che prevede circa 5,7 miliardi per il trasporto pubblico locale e più di 24 miliardi per l'ammodernamento delle ferrovie. Ora, nell'ambito della deroga Ue, l'obiettivo potrebbe essere lo spostamento dei trasporti dalla gomma alla rotaia e dai carburanti all'elettricità. 

I sostegni alle aziende -

 Anche in questo caso, la nota della Commissione europea fa riferimento a tre misure che vengono elencate a titolo esemplificativo. La prima riguarda gli "incentivi fiscali per infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici". Misura, quest'ultima, che punta ad agevolare la sostituzione dell'ormai obsoleto parco veicoli aziendale con mezzi di trasporto elettrici. La seconda riguarda le "sovvenzioni e/o i prestiti a tasso agevolato per una ristrutturazione media o profonda di edifici" con l'obiettivo dell'efficientamento energetico degli stessi.

La terza e ultima, invece, riguarda gli "incentivi finanziari mirati per incrementare il tasso di adozione delle tecnologie di decarbonizzazione industriale". Nello specifico, si tratta di "tecnologie industriali per trasformative per la decarbonizzazione" ovvero pompe di calore, tecnologie dell'energia geotermica, dell'idrogeno, delle batterie e di stoccaggio dell'energia, di cattura e di stoccaggio del carbonio; di tecnologie per l'energia eolica onshore e le energie rinnovabili offshore e di impianti per l'energia solare e per i combustibili rinnovabili di origine non biologica. 

I paletti dell'Ue e il nodo del decreto Bollette -

 Il documento firmato da Bruxelles fissa anche dei paletti che potrebbero costringere il governo a rivedere i suoi piani. Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, è infatti soddisfatto da una parte visto che l'Ue "ha incluso gli investimenti sul nucleare tra quelli finanziabili" ma dall'altra sottolinea come siano necessari "approfondimenti sugli aspetti tecnici e sull'ammissibilità delle singole misure". Per questo motivo, secondo quanto precisato dal titolare del dicastero, il governo potrebbe inviare le sue proposte a Bruxelles solo ai primi di settembre.

La premura origina dal fatto che nel documento pubblicato martedì in Gazzetta ufficiale Ue la Commissione ha affermato che "sono ammissibili solo le nuove misure decise successivamente al 28 febbraio 2026". Ciò significa che neanche un singolo euro dei 14,4 a disposizione potrà essere utilizzato per le spese del decreto Bollette - del valore di 5 miliardi di euro - che porta la data del 20 febbraio. "L'applicazione retroattiva che interessi misure decise in precedenza non contribuirebbe ad accelerare la transizione energetica, limitandosi invece a creare un margine di bilancio per altri fini", si legge nella nota della Commissione.

Pichetto: "Italia tenterà di utilizzare le opportunità" -

 Secondo quanto affermato dal ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica l'Italia tenterà di utilizzare "pienamente le opportunità offerte dalla nuova clausola per l'energia". Ma, c'è un ma. Per il nucleare potrebbe infatti risultare difficile in quanto il Paese si trova ancora in una fase preliminare di sviluppo della fonte energetica. Probabili, invece, gli incentivi destinati alle famiglie per sostituire gli impianti a gas con le pompe di calore, così come sostegni all'efficientamento energetico degli edifici ma anche degli ospedali. Non saranno invece possibili i bonus sulla bolletta destinati ai soggetti più vulnerabili. Bruxelles ha reso noto che sono infatti inammissibili i "sostegni basati sul reddito o altri sussidi intesi ad attenuare l'impatto dei prezzi elevati dell'energia". 

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