Guerra diplomatica

Stati Uniti contro la Corte penale internazionale, imposte sanzioni alla presidente Tomoko Akane

Non è la prima volta che l'Amministrazione Trump prende di mira i funzionari del tribunale, che a sua volta replica con durezza alla decisione americana

© Ansa

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Continua la guerra degli Stati Uniti contro la Corte penale internazionale. L'amministrazione del presidente Donald Trump ha infatti imposto una serie di sanzioni a Tomoko Akane, giudice giapponese e presidente del tribunale per crimini internazionali con sede a L'Aia, nei Paesi Bassi. Lo ha annunciato il dipartimento del Tesoro sul suo sito. Si tratta dell'ultima escalation nella campagna del governo americano contro la Corte di cui, ricordiamo, gli Stati Uniti non fanno parte.

L'ultima provocazione -

 Non si tratta di un caso isolato. Già l'anno scorso gli Stati Uniti avevano imposto sanzioni mirate contro diversi funzionari della Corte, inclusi procuratori e giudici, citando i mandati d'arresto emessi nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, nonché una precedente indagine sulle truppe Usa in Afghanistan. Le sanzioni congelano eventuali beni americani in possesso dei soggetti coinvolti e, di fatto, li escludono dal sistema finanziario in America, con il quale quasi tutte le banche operanti a livello internazionale intrattengono stretti legami.

Guerra diplomatica -

 A giugno, tre giudici della Corte avevano fatto causa a Trump e alla sua amministrazione per le sanzioni, sostenendo che tali misure fossero illegittime. Il mese scorso, Marco Rubio aveva dichiarato che Washington avrebbe intensificato gli sforzi per indebolire la Corte penale internazionale anche attraverso una campagna diplomatica volta a persuadere altri Paesi ad abbandonare l'istituzione, sostenendo che rappresenti "una minaccia per il personale statunitense impegnato nell'attuazione delle politiche migratorie intransigenti di Trump o in operazioni contro imbarcazioni sospettate di trasportare droga, così come per altri membri delle forze armate Usa".

"Minato lo stato di diritto" -

 "Le sanzioni statunitensi contro i membri di spicco della Corte penale internazionale minano lo stato di diritto". Lo ha dichiarato lo stesso tribunale in un comunicato stampa, dopo che Washington ha imposto misure contro la sua presidente. "Quando gli operatori giudiziari vengono minacciati per aver applicato la legge, è l'ordine giuridico internazionale stesso a essere messo a rischio", ha affermato la Corte in una dichiarazione inviata ai giornalisti.

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