UN GIORNALISTA SI MOSTRA COL NUMERO "44"

Cisgiordania, palestinesi "marchiati" con il pennarello dall'Idf: "Non ci trattano come esseri umani"

Secondo il racconto del giornale "Haaretz", le scritte su volto e braccia sarebbero seguite a un blitz dei militari israeliani a Qabatiya, dove sarebbero state trattenute, interrogate e poi rilasciate alcune persone

Un numero "marchiato" sulla fronte, il 44, lo stesso segnato anche sulle braccia. Il volto e il corpo sono quelli di Mahmoud Zakarneh, giornalista in Cisgiordania. Quel 44 impresso su alcune zone del suo corpo riguarda una episodio controverso che avrebbe coinvolto anche altri palestinesi. Secondo fonti locali, sarebbero stati trattenuti in un blitz dell'Idf (Forze di difesa israeliane) e sarebbero poi stati rilasciati, dopo essere stati contrassegnati "con numeri scritti a pennarello". Sempre secondo fonti locali, alcuni di loro sarebbero stati anche picchiati durante l'arresto e torchiati con minacciosi interrogatori. "Non ci trattano come esseri umani", ha denunciato uno dei coinvolti.

La testimonianza del giornalista, il "numero 44" -

 "È la prima volta che mi scrivono queste numeri", ha raccontato in un video sui social Zakarneh, mentre mostra alla telecamera i segni sulle braccia e sulla fronte realizzati dall'Idf. 

Il caso dei palestinesi marchiati con il pennarello -

 Il caso riporta la Cisgiordania al centro della cronaca internazionale: terra già martoriata dalle violenze dei coloni estremisti, in queste ore viene sconvolta da un episodio riportato dal quotidiano Haaretz, che ha suscitato tanto scalpore da portare lo stesso esercito israeliano ad ammettere che i soldati coinvolti hanno commesso un'azione "grave".

La versione dell'Idf -

 In una prima versione ufficiale sui fatti, l'Idf aveva spiegato di aver condotto un'irruzione in un centinaio di edifici per cercare individui "coinvolti nella pianificazione di attentati", conclusasi con l'arresto di due sospetti e l'interrogazione di alcune persone. In un secondo momento, l'esercito ha ammesso che i militari avevano "contrassegnato i sospetti che venivano interrogati nell'ambito dell'operazione" e che il rimprovero dei loro superiori per tale azione, ritenuta "grave", era stata occasione di "imparare una lezione". 

"È disumanizzazione" -

 Come spiegato da Ahmad Tibi, membro della Knesset e leader del partito arabo-israeliano Ta'al, "è così che si presenta la disumanizzazione: si cancella l'essere umano e lo si trasforma in un numero. È un'immagine che ricorda periodi bui".

I precedenti -

 Non è la prima volta che accade qualcosa di simile tra i soldati israeliani: ad aprile, alcuni militari avevano scritto numeri sulle mani di donne palestinesi che entravano nel campo profughi di Jenin, pratica definita poi dall'Idf come una "cattiva valutazione".

L'escalation -

 Il blitz dell'Idf, avvenuto a Qabatiya, è da inserirsi nell'ambito di un'escalation di tensione in Cisgiordania, dovuta ad azioni spesso violente di coloni volte a recuperare insediamenti precedentemente dismessi, cui generalmente governo e forze militari reagiscono con silenzio e inazione. Uno degli atti più aggressivi è stato riportato a Qusra, dove un gruppo di coloni ha assediato per giorni alcune case di palestinesi. 

Conte: "Italia e Ue inerti" -

 Sul caso è intervenuto anche il leader del M5s, Giuseppe Conte. "Palestinesi marchiati dall'esercito israeliano con numeri sul corpo e sulla fronte. Di fronte agli orrori della storia ci siamo sempre chiesti: come ci si è arrivati? Ci siamo dentro. E l'Italia e l'Europa rimangono ignobilmente inerti di fronte a tutto questo", ha scritto Conte sui social. "Zero sanzioni, accordi militari e commerciali ancora in piedi. Dopo un genocidio, con oltre 20mila bambini palestinesi uccisi, dopo atroci violenze, con continui soprusi quotidiani. Non facciamoci scivolare tutto questo addosso", ha concluso il leader del M5s.

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