Le prime immagini del biopic

I Beatles tornano ad attraversare le strisce di Abbey Road (grazie alla magia del cinema)

In attesa del film è bastato un breve video sui social, in cui viene ricreata la storica copertina dei Beatles del 1969 e pensare che nacque quasi come ripiego

© Instagram

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Paul Mescal, Joseph Quinn, Barry Keoghan e Harris Dickinson si sono ritrovati per attraversare le strisce di Abbey Road. Non si trattava però del bizzarro tributo di quattro star hollywoodiane ai Beatles, quanto piuttosto il primo mattoncino di un progetto molto ambizioso, anche nelle dimensioni: portare al cinema i Fab Four, dando a ognuno il sufficiente spazio nella storia. Il ritorno dei ragazzi di Liverpool sul grande schermo si intitolerà The Beatles – A Four-Film Cinematic Event e sarà gestito dal regista Premio Oscar Sam Mendes, già a suo agio con icone inglesi come James Bond. Mendes dedicherà una pellicola a parte ad ogni membro del gruppo, costruendo un macro-film che nella struttura finirà inevitabilmente per ricordare il Rashomon di Kurosawa. Sappiamo di questa impresa ormai dal 2024 ma, grazie al materiale filtrato adesso su internet, possiamo finalmente sbirciare un po' la realizzazione. E vedere quanto i membri del cast assomiglino alle loro controparti reali, rappresenta di certo una buona prima notizia per milioni di fan.

Come Toghether... ancora per poco -

 La cura con cui pare essere stata ricreata la storica cover dell'album del 1969 è sorprendente. Addirittura Paul Mescal calca lo storico attraversamento pedonale senza scarpe, proprio come fece Paul McCartney in quel giorno di luglio. La scelta di riproporre poi quanto accadde durante la lavorazione di Abbey Road suggerisce che i film non soprassederanno su uno dei periodi più complessi della band, a quel punto ormai a un passo dallo scioglimento. Quello con l'attraversamento in copertina fu infatti l'ultimo disco registrato insieme dai Fab Four prima dell'addio, anche se Let It Be sarebbe arrivato nei negozi addirittura dopo, nel 1970.

Una copertina nata quasi per caso -

  Fa effetto pensare che i Beatles siano identificati spesso con quella cover, arrivata alla fine del percorso e nata quasi per caso. L'idea iniziale della band era infatti quella di intitolare l'album Everest, usando come copertina proprio una foto dei quattro in Nepal. Una trovata interessante che però si scontrò con delle limitazioni di budget che nemmeno il gruppo più famoso al mondo poteva bypassare. Si decise quindi per un'alternativa improvvisata e molto più economica, nella convinzione che sarebbe bastata all'incirca mezz'ora per completare l'intero shooting. Ecco quindi John, Paul, George e Ringo allontanarsi da quegli studi di Abbey Road in cui avevano speso tantissime ore attraversando le strisce pedonali, come dei normali passanti. Tutti nello scatto hanno la barba tranne Paul, che rinunciò anche alle scarpe a causa del caldo. Questa almeno fu la motivazione ufficiale, che ha dato adito nel tempo a moltissime teorie del complotto connesse alla leggenda di una presunta morte di McCartney.

Dieci minuti per la storia -

 Quella mattina dell’8 agosto, l'entourage del gruppo si accordò con un vigile perché bloccasse brevemente il traffico sulla strada a poche centinaia di metri dal Regent’s Park. Il fotografo amico di Lennon e soci Iain Macmillan ebbe appena dieci minuti per salire su una scaletta e scattare quelle sei foto che vennero poi esaminate da McCartney. Quest'ultimo scelse alla fine l'unica in cui tutti e quattro avevano le gambe distese e una posa naturale, aggiungendo come postilla che non venisse scritto sulla cover né il nome del gruppo né quello del disco. La casa discografica non fu entusiasta di quest'ultimo desiderata ma quelli erano i Beatles e sapevano benissimo che alla fine avrebbero venduto anche con una copertina "muta". Non ci volle molto a dargli ragione, con il lavoro che salì in fretta al primo posto delle classifiche, rendendo quell'immagine subito iconica.

E quel maggiolone.. -

  Tutti gli elementi in quel quadro sono stati analizzati negli anni, anche quelli secondari. Per informazioni chiedere al povero possessore del maggiolone Volkswagen bianco sulla sinistra, che si vide rubare la targa dai fan dei Beatles diverse volte, fino a quando non decise di mettere all'asta il veicolo. Persino il passante che si vede in piedi sulla destra per un po' godette di una fama indiretta, identificato per sempre come "il quinto Beatles". Tutto insomma in quello scatto ha segnato l'immaginario comune. Al punto che vedere oggi quel momento ricreato dal vero stimola ancora la fantasia, come d'altronde solo vedere "la storia in movimento" può fare.

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