La ragazza somala che dovrebbe essere espulsa mercoledì, 19 agosto, dalla Germania verso l'Italia riceverà asilo e protezione da una chiesa evangelica di Norimberga, in Baviera. È quello che ha affermato il presidente dell'associazione "Matteo - Chiesa e asilo", Stefan Reichel. "Oggi (martedì 18 agosto, ndr) a mezzogiorno l'abbiamo accolta in un rifugio ecclesiastico a Norimberga - si legge in un comunicato all'Ansa -. La ragazza rimarrà sotto la nostra protezione fino a quando la Germania non accoglierà la richiesta dell'Italia di annullare definitivamente il trasferimento".
"Ho già avvertito il Bamf (l'ufficio tedesco per l'immigrazione) e il ministero dell'Interno bavarese", ha spiegato Reichel. La mossa dell'associazione "Matteo" si inquadra infatti nell'ambito di un accordo con gli enti federali che risale al 24 febbraio 2015, ha spiegato. "Questo stabilisce che le chiese, che siano evangeliche, cattoliche o libere, possono dare asilo per ragioni umanitarie a delle persone in grave difficoltà. La giovane somala è una ragazza particolarmente provata - ha aggiunto il presidente dell'associazione che si occupa del caso della ventiduenne -. Ha già sofferto molto, è molto spaventata e corre il rischio di perdere i contatti con la sua famiglia. In questo caso riteniamo che vi siano tutti i presupposti per darle asilo". La protezione della comunità evangelica durerà formalmente fino alla scadenza del termine per l'espulsione.
"Sono molto felice di essere al sicuro", ha detto all'Ansa la ragazza somala che dovrebbe essere rimandata in Italia dalla Germania (attraverso il presidente dell'associazione evangelica "Matteo"). "Adesso il tempo orribile della fuga è finito", ha aggiunto la ventiduenne colpita da un provvedimento di espulsione verso l'Italia dalla Germania.
Scontro tra Roma e Berlino -
La tensione tra Italia e Germania sulla gestione dei flussi migratori resta molto alta. Pochi giorni prima, il Viminale aveva inviato una comunicazione formale al governo tedesco in cui spiegava che non accetterà dalla Germania il rientro dei "dublinanti", ossia dei migranti transitati in Italia come primo luogo di approdo. Il ministero dell'Interno fa riferimento a tre casi di espulsione antecedenti il 12 giugno 2026, quando è entrato in vigore il nuovo Patto sui migranti. Tra questi, rientra anche quello della ragazza somala.
Svizzera come la Germania -
Si apre un nuovo fronte di scontro diplomatico per la situazione dei cosiddetti "dublinanti". La Svizzera si allinea alla Germania e annuncia che, in base del nuovo patto sui migranti, rimanderà in Italia i richiedenti asilo dopo quasi quattro anni di blocco. "I primi voli sono stati prenotati" conferma alla tv Svizzera tedesca Magdalena Baker, portavoce della Segreteria di Stato della migrazione (Sem), spiegando che la pratica ricomincerà dalla fine di agosto e che al momento si tratta soltanto di casi isolati. La Sem ha concordato con le autorità italiane che la ripresa avvenga in modo graduale: "È nell'interesse della Svizzera che la ripresa sia gestita in modo sostenibile per entrambe le parti, affinché il sistema funzioni in modo duraturo e non venga sovraccaricato".
Perché riprendono i trasferimenti -
Era il dicembre 2022 e la premier Giorgia Meloni si era da poco insediata a Palazzo Chigi. Uno dei primi suoi provvedimenti fu lo stop a tutte le riammissioni di richiedenti l'asilo. Ma ora, Roma è costretta a seguire il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l'asilo, entrato in vigore lo scorso 12 giugno. Roma intende, però, riammettere soltanto i richiedenti l'asilo che sono arrivati dopo quella data. E così Berna effettuerà i primi rimpatri che interessano i richiedenti l'asilo arrivati in Svizzera dopo l'entrata in vigore del patto europeo.